Via ai lavori nella sala-scrigno del Buontalenti: una volta finiti, non ci si potrà più entrare ma solo affacciare Le opere di Bronzino, Del Sarto e Rosso Fiorentino saranno spostate in via temporanea. Lintervento grazie ai Friends of Florence Le tappezzerie rosse come il Fuoco, le conchiglie di madreperla incastonate sulle volte per evocare lAcqua, le tarsie dei marmi del pavimento per la Terra, lAria rappresentata dalla rosa dei venti sulla lanterna. Uno scrigno che contiene i quattro elementi delluniverso: è la sala della Tribuna degli Uffizi, costruita nel 1584 da Buontalenti per Francesco I, per conservare i tesori più preziosi della galleria. Uno spazio ottagonale che ancora oggi custodisce sculture antiche, dipinti di Bronzino, Rosso Fiorentino, Pontormo e Andrea Del Sarto. Tra un paio di settimane la Tribuna sarà chiusa per essere sottoposta ad un radicale restauro. Un intervento che rivoluziona anche il percorso attuale di visita, possibile allinterno della sala percorrendo pedane che proteggono i marmi e le pietre dure del pavimento. A fine restauro, tra un anno circa, i visitatori non avranno più accesso nella sala, e potranno solo affacciarsi da tre porte a questa camera delle meraviglie medicee. Non è la prima volta che lo scrigno ottagonale cambia i suoi arredi. Lultima risistemazione per recuperare lo spessore storico risale al soprintendente Luciano Berti nel 1970. Il progetto del nuovo intervento (approvato da tempo dalla precedente direzione degli Uffizi, con Annamaria Petrioli Tofani, il soprintendente Antonio Paolucci e larchitetto Antonio Godoli) è finanziato con 560 mila euro più Iva dallassociazione Friends of Florence. «Un impegno importante che celebra i 10 anni del nostro mecenatismo a Firenze - spiega la presidente Simonetta Brandolini dAdda - Nonostante la crisi economia, i nostri 2500 soci, in gran parte americani, a parte qualche socio inglese e canadese, hanno scelto questo prestigioso restauro». Cosa cambierà? Intanto la sala non sarà più accessibile, e se ne andranno dalle pareti tutti i più importanti ritratti medicei. «Tuttavia la Tribuna manterrà la sua aura, con precise connotazioni storiche - avverte il direttore degli Uffizi Antonio Natali - I dipinti che vi sono esposti attualmente saranno sistemati nelle sala 35, sul terzo corridoio, dove sarà ricreata una stanza con evocative pareti rosse. Quindi nessun disagio per i visitatori, nonostante la Tribuna chiusa per restauro». Ecco così che i ritratti delle bellissime Eleonora di Toledo e Lucrezia Panciatichi di Bronzino, il ritratto di Cosimo il Vecchio e gli altri quadri di Pontormo, i Vasari, Salviati e Andrea del Sarto, prosegue Natali «saranno sostituiti con opere che comunque provengono dagli inventari delle Tribuna, che manterrà così la sua luce soffusa, e quel senso di ricchezza, di Wunderkammer che lha sempre caratterizzata». Anche il vecchio tessuto rosso che copre le pareti del primo tempio del collezionismo granducale sarà sostituito da un sontuoso velluto di seta cremisi, e poi nuovo maquillage per il tamburo, per la cupola, oltre che per le sculture - tra cui lantico marmo della Venere dei Medici, copia di un marmo greco del I sec. a.C., le altre repliche da opere greche del Fauno danzante, dei Lottatori, dellArrotino e dellApollinino - che tuttavia resteranno al loro posto In Tribuna. E sparirà definitivamente la pedana-passerella, permettendo così la visione integrale del pavimento, fatto di marmi e pietre dure intarsiati che simboleggiano appunto la Terra. Un restyling in piena regola, per il cuore pulsante della galleria, specchio del cosmo e dei fasti medicei che manterrà la sua luce evocativa, quella rutilante penombra (che spesso irritata i visitatori, non permettendo di godere in piena visione i dipinti) che da sempre lo connota. Insomma la Tribuna resterà impenetrabile, rassegniamoci a sbirciarla, ad annusare la sua atmosfera sporgendoci dalla porta sul corridoio della galleria, o da quella che la collega alla sala 17 dove si trova lAnnunciazione di Leonardo, e infine dalla terza apertura, affacciandoci dalla sala 19 del Perugino.