Il «caso Ernani» nato da incomprensioni con Bondi. Verso l'incarico Vianello della Fenice Al Teatro dell'Opera di Roma il dopo-Ernani è già iniziato. Ieri l'incontro tra il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il sovrintendente dimissionario. «Abbiamo avuto un colloquio sereno con Ernani per trovare una soluzione nell'interesse del Teatro dell'Opera - ha detto il sindaco al termine dell'incontro - perché quello che ci interessa è che si superi ogni difficoltà e crisi. Per questo lunedì prossimo sarà definito il senso di questo lavoro comune». Ma sembra che, più o meno, sia già tutto deciso. Ernani lascerebbe per dissapori, ritengono molti, più con il ministro della Cultura, Sandro Bondi, che con il primo cittadino della Capitale. Dissapori privi di qualunque motivazione politica, ma legati alla gestione tecnica dell'istituzione. Per la successione alla poltrona di sovrintendente il favorito è Giampaolo Vianello, attualmente alla Fenice di Venezia. Ma potrebbe esserci un responsabile «di transizione»: Salvatore Nastasi, oggi capo di gabinetto del ministro Bondi. Franco Zeffirelli, intervistato l'altroieri da «Il Tempo» ha affermato che Alemanno è mal consigliato. Il sindaco risponde che « Magari nei prossimi giorni vedrò Zeffirelli e gli spiegherò i problemi reali. Ho detto con chiarezza che vogliamo rilanciare il Teatro dell'Opera. Il problema è di bilancio».