Grotte trasformate in giacigli, le antiche cave di tufo puntellate da ponteggi arrugginiti, la fontana del Mascherone ricoperta di rifiuti e aiuole come latrine a cielo aperto. Viaggio nel giardino del Campidoglio trasformato in discarica e in luogo di incontri sessuali, di notte e di giorno. Inserito nella guide gay, Monte Caprino nasconde un tesoro da riscoprire. Anna Sommella, larcheologa che ha diretto i Musei Capitolini: «Cè una fitta rete di cunicoli e un progetto per aprirli al pubblico». Rifiuti e degrado ai piedi del Campidoglio La vergogna di Monte Caprino. E la notte diventa terra di nessuno Antichi marmi trasformati in latrine. E tra i cespugli ragazzi che si vendono La scalata al Campidoglio non potrebbe essere più emozionante. Non la "pettata" mozzafiato (sia per la magnificenza del luogo sia per la fatica della salita) della scalinata centrale. Ma landamento zigzagante dei viottoli immersi nel verde, da percorrere allombra degli alberi frondosi di Monte Caprino. Talmente lussureggiante, la vegetazione, da nascondere a chi passeggia su via di Teatro Marcello la vista degradante di un giardino cittadino sommerso dallimmondizia. E trasformato in luogo di bivacchi e di incontri omosessuali. Ai pochi turisti che hanno il coraggio di inoltrarsi nei "Giardini del Campidoglio" si prospetta uno spettacolo da bidonville: montagne di rifiuti addosso alla fontana, recinzioni divelte, siepi trasformate in wc, edifici dal tetto sfondato, anfratti con mucchi di profilattici e ragazzi che si vendono tra i cespugli. Inserito in molte guide gay, Monte Caprino è stato per anni al centro di una dura battaglia sulla chiusura. La recinzione è stata installata alla fine degli anni Novanta, e la targa posta allingresso che si trova davanti al Teatro della Cometa ricorda ancora lo sponsor di allora: la Banca di Roma. Ma i cancelli non vengono mai chiusi e di notte lo spazio dellantica Rupe Tarpea diventa terra di nessuno. Ma anche di giorno lo spettacolo è avvilente. Saliti i primi gradini, ci si trova subito davanti la rete di ponteggi messi a protezione dei cosiddetti "grottoni", ossia gli accessi alla rete di cunicoli delle cave di tufo medievali. I cartelli avvertono: "Vietato laccesso ai non addetti ai lavori". Ma oltre le recinzioni non si vede nessuno allopera, da tempo. Eppure i tubi Innocenti sono puntati contro la parete come a prevenire possibili crolli. Il tutto proprio sotto laffaccio di palazzo Caffarelli. In una delle grotte scavate nel fianco del Campidoglio, ecco ammucchiati coperte, stracci, abiti inzuppati: non si capisce come i senza tetto possano arrivare fin lì, poiché la recinzione ha spunzoni sporgenti. Ma tantè. E lantico antro dominato dal bel frammento marmoreo romano (imbrattato da poco col colore, a dipingere due croci) appare come una discarica a cielo aperto. Pentole e coperte si trovano del resto anche sul declivio che sfocia direttamente davanti al Teatro Marcello. E proprio il belvedere su questa meraviglia dellarchitettura romana è uno dei luoghi più degradati di Monte Caprino: addossata al colle, ecco infatti la fontana cosiddetta del Mascherone. La scultura è stata, fortunatamente, messa via per tempo. E rimane ora solo limpianto che, realizzato nel corso della sistemazione degli anni Trenta, è ispirato allarchitettura dei giardini rinascimentali. Ma nella vasca, e ai suoi piedi, ci sono buste di plastica e di cartone, decine di lattine di birra. La rete di "protezione" è divelta e davanti alla cancellata della scala (a sua volta piena di immondizia) sono ammucchiate decine di profilattici. Il sindaco ha recentemente accolto in Campidoglio il Dalai Lama, la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi e per il 9 marzo è atteso Benedetto XVI. È meglio che gli ospiti del Campidoglio non si affaccino sui giardini. Perché tra le rigogliose e numerosissime piante di acanto - espressione di una raffinato progetto botanico di essenze arboree mediterranee, ma soprattutto richiamo esplicito ai capitelli corinzi, simbolo dellarchitettura romana - troveranno anche cespugli trasformati in latrine.