«I restauri e lo stato di conservazione del centro di Parma sono un esempio di attenzione ai beni culturali e pianificazione del territorio per tutte le città italiane. Le Sovrintendenze, dì Parma e degli altri capo-luoghi di provincia, poi, non devono temere: la riforma del codice Urbani avvicina lo Stato ai cittadini proprio facendo leva sui funzionari di queste strutture decentrate del ministero dei Beni culturali». Parola di Nicola Bono, sottosegretario per i Beni e le attività culturali con delega sui siti italiani dell'Unesco. Bono ha inaugurato ieri il Salone del Restauro di Ferrara, aperto fino a domenica 28 marzo. Nel pomeriggio, a margine del convegno sulla valorizzazione economica e culturale dei siti storici e dei progetti Unesco. ha accettato di soffermarsi su Parma e sul dibattito sulla gestione dei beni culturali innescato dal sovrintendente Lucia Fornari Schianchi. Nei giorni scorsi, incontrando l'ex ministro Giovanna Melandri, la sovrintendente ha duramente criticato il codice Urbani. Una riforma che secondo lei snatura il ruolo dirigenziale delle sovrintendenze cittadine, spostando il potere decisionale a livelli superiori. Il sottosegretario respinge le accuse e ridimensiona l'allarme lanciato a Parma. «Non togliamo nulla ai sovrintendenti, anzi apriamo sportelli ministeriali anche nei capoluoghi di provincia che ora ne sono privi - dice Bono -. La risistemozione delle sovrintendenze avvicina lo Stato ai cittadini, che da noi devono ricevere servizi. È vero che abbiamo eliminato una struttura verticistica. bacata su un segretario generale da cui discendevano a cascata tutti gli altri funzionari. Abbiamo realizzato una struttura a dipartimenti, accorpando le funzioni di tutela monumentale, archeologica e artistica. In tutte le città però restano sportelli di riferimento cui i cittadini potranno rivolgersi in modo diretto per tutti i problemi legati alla gestione dei beni storici e culturali, dalle licenze alle modernizzazioni». In mattinata Bono aveva spezzato una lancia in favore del codice Urbani inaugurando l'undicesima edizione del Salone del Restauro. «Costituisce un validissimo baluardo alla tutela e alla conservazione dei beni culturali e del paesaggio - ha sottolineato -. È il più efficace strumento giuridico di tutela adottato finora in materia. È in corso di definizione la legge quadro sulla qualità architettonica, il più prestigioso di tutti i progetti perché porta a riqualificare il paesaggio e quindi ad avviare un processo di recupero dei centri storici italiani». Sulla valorizzazione storica e in prospettiva economica-sociale dei centri storici, nota Bono. «Parma è un punto di riferimento per le altre città italiane. Il suo centro è molto ben conservato e vissuto dai cittadini: esattamente ciò cui tutti i sindaci dovrebbero realizzare».