Saranno gli artigiani a salvaguardare i beni architettonici italiani. E lo faranno attraverso un'agenzia, l'Arpea, destinata al recupero del patrimonio edilizio e architettonico delle città d'Italia e dell'Europa. L'agenzia, promossa dalle associazioni dell'edilizia, del marmo, del legno e dell'artigianato artistico aderenti alla Cna, è stata presentata ieri a Ferrara presso il Salone del restauro nel corso del convegno «La pelle della città: tutela e conservazione del paesaggio culturale urbano» a cui ha partecipato il sottosegretario ai beni culturali, Nicola Bono. Con questa iniziativa le cinque associazioni intendono sostenere il ruolo fondamentale del mondo dell'artigianato di qualità nel delicato settore degli interventi di restauro e di ripristino degli immobili storici delle città, recuperando il saper fare delle maestranze che hanno reso l'Italia un paese tra i più ricchi al mondo di opere architettoniche di valore. Che, secondo gli artigiani, danno pregio alle città italiane e il cui mantenimento consente di non recidere il legame con la storia e le radici della civiltà. «L'impresa artigiana ha contribuito e contribuisce, con la propria competenza, con la propria capacità di intervento, con la ricchezza delle proprie lavorazioni a questo processo», chiarisce Giovanni Morigi presidente di Arpea, «in altre parole l'artigiano è colui che, nel corso dei secoli, ha prestato il braccio all'architetto e all'artista». Da qui il bisogno di promuovere una vera cultura del recupero, riscoprendo l'uso dei materiali locali, pietre e marmi, le tecniche per la preparazione degli intonaci, delle malte, degli stucchi ecc. «Per questo Arpea si pone l'obiettivo di ripristinare il linguaggio della pelle della città», continua Morigi, «raccogliendo, organizzando e promuovendo le antiche regole che da sempre hanno condotto alla buona prassi di manutenzione e valorizzazione del nostro patrimonio». Nei programmi della neonata agenzia c'è la costituzione di centri di eccellenza del restauro, da organizzare in rete sul territorio nazionale, e dotati di un marchio proprio. Lo scopo è favorire l'aggregazione di imprese operanti nel settore, con particolare riferimento al restauro monumentale, e incoraggiare la diffusione e il trasferimento di tecnologie innovative nell'opera di restauro. Arpea darà vita anche a un comitato tecnico con il compito di selezionare, sulla base di criteri oggettivi, le imprese che possono essere riconosciute come dotate delle competenze e delle caratteristiche per operare con successo nel campo. Nascerà, inoltre, un comitato scientifico che costituirà invece il referente culturale del progetto e contribuirà alla definizione dei criteri per il restauro e la conservazione del patrimonio architettonico storico e alla definizione delle corrette procedure metodo-logiche d'intervento. Le imprese appartenenti ai centri di eccellenza del restauro architettonico saranno presentate nell'ambito di alcune manifestazioni fieristiche specializzate, in Italia e all'estero. «A questo proposito», conclude Morigi, «nell'ambito dell'accordo di settore sottoscritto dalle associazioni dell'artigianato con il ministero delle attività produttive, è stata firmata una intesa operativa che stabilisce un progetto per la internazionalizzazione delle imprese del restauro architettonico, con il quale si individuano obiettivi comuni, a cominciare dalla partecipazione a fiere specializzate e la formazione di operatori internazionali».