Tutti parlano del disastro del Partito democratico, dimenticando le grandi manovre in corso nel Pdl. Già, perché nel silenzio mediatico Silvio Berlusconi sta progettando il futuro del centrodestra: a piazza Grazioli qualcuno ne parla pubblicamente, dimenticando che qualche passante può ascoltare casualmente le conversazioni. Nel «discorso stradale», alcune persone appena uscite dal palazzo berlusconiano ieri sfoderavano un cronoprogramma, dove al primo posto figurava la poltrona di ministro per i Beni e le attività culturali. Sentendo le chiacchiere, Sandro Bondi, destinato a diventare coordinatore del Pdl, dovrebbe lasciare l'ambita sedia di via del Collegio Romano per dedicarsi esclusivamente al partito. E a chi andrebbe l'incarico di titolare del dicastero? Il nome indicato dai berluscones era quello di Gaetano Quagliariello, presidente della fondazione Magna Carta. Il quale lascerebbe il ruolo di vicepresidente vicario dei senatori del Pdl, posto ambito dai forzisti. Certo, con Quagliariello ministro tutti i consiglieri di Bondi sarebbero costretti a trovare un altro lavoro.