ROMA Le nuove tecnologie al servizio della del patrimonio culturale: è lobiettivo del protocollo sottoscritto ieri tra il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. Laccordo prevede lo sviluppo di quattro iniziative, già contemplate nel piano di e-gqv 2012 presentato da Brunetta agli inizi di ottobre e ora in fase di implementazione (protocolli sono già stati firmati anche con altri ministeri e la prossima settimana è previsto quello con le Regioni). I quattro interventi riguardano lampliamento del Portale della cultura; la realizzazione del progetto "MuseiD-Italia", che contempla la digitalizzazione del patrimonio, la sua comunicazione sulla Rete, il lancio di strategie di e-commerce; lattivazione della possibilità di richiedere online certificati nonché laccesso alla banca dati del patrimonio vincolato; il progetto "CulturAmica-Espi 2", che rappresenta unevoluzione del protocollo informatico già in uso presso i Beni culturali per la presentazione di istanze di autorizzazione per procedimenti sia di gestione del personale che per lattività di tutela del patrimonio. Le risorse a disposizione sono pari a 8,6 milioni, 4 dei quali provengono dal ministero di Brunetta e gli altri dai Beni culturali. Sempre in tema di accordi, ieri Bondi ne ha sottoscritto uno anche con ilpresidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, che riguarda valorizzazione, gestione e conservazione di alcuni siti culturali campani.
Musei hi-tech, accordo tra Bondi e Brunetta
Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, hanno sottoscritto un protocollo per lo sviluppo di quattro iniziative per promuovere il patrimonio culturale attraverso le nuove tecnologie. Le iniziative includono l'ampliamento del Portale della cultura, la digitalizzazione del patrimonio, la comunicazione online e la creazione di certificati per i beni culturali. Le risorse a disposizione sono pari a 8,6 milioni di euro, con 4 milioni provenienti dal ministero di Brunetta e gli altri 4 milioni dai Beni culturali.
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