NAPOLI Plaude all'intesa sui beni culturali tra il Ministero e la Regione «perché tutti gli accordi che si fanno raggiungono tra le istituzioni pubbliche, statali regionali, provinciali, comunali, e chi più ne ha più ne metta, per la salvaguardia, e sottolineo salvaguardia, oltre che per valorizzazione nel nostro patrimonio culturale, sono sempre ben accetti. Ma il soprintendente del Polo museale di Napoli Nicola Spinosa tiene comunque alta la guardia «perché gli accordi sulla carta devono poi trasformarsi in atti concreti». È scettico professore? «No, ma spero che le certose vengano effettivamente valorizzate. Che non vengano utilizzate per ospitare mostre di salumi o manifestazioni enogastronomiche ». L'attuazione dell'accordo sarà curato da una commissione ad hoc. Le sembra una garanzia sufficiente? «Vediamo come sarà formata questa commissione. Certamente la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale, e non solo la valorizzazione, non possono essere affidate ad un solo ente». Qual è il suo timore? «Voglio credere che la Regione che non ha strutture per occuparsi di archeologia piuttosto che di architettura, che non ha in organico personale con queste competenze specifiche, si disponga a collaborare col Ministero per i Beni culturali ». Lo spirito di collaborazione emerge dall'intesa. «Ora, infatti, c'è sulla carta. Nei fatti, come dicevo, dobbiamo vedere come si attuerà». Tra i siti compresi nell'accordo c'è anche la Certosa di Capri sulla quale si estende la sua competenza. Cosa avverrà ora? «Abbiamo già un programma di attività culturali per il 2009 messo a punto insieme con l'associazione italoamericana degli Amici della Certosa di Capri. Certamente non si potrà ignorare». Cosa si aspetta? «Conoscendo l'attenzione del presidente Bassolino e dell'assessore Velardi per la cultura spero che si attui un buon lavoro. Non voglio proprio credere che si pensi ai siti come alla sede di manifestazioni del tipo Piedigrotta o Pizzafest». soprintendente del Polo museale di Napoli