NAPOLI Prove di federalismo archeologico. Campi Flegrei, isola di Capri, museo storico di Nola, Velia, certosa di Padula. Tutti siti che saranno gestiti direttamente dalla Regione Campania e non più dallo Stato. Una rivoluzione che, nel novembre scorso, annunciò l'assessore regionale al Turismo Claudio Velardi. Ieri è stato finalmente siglato l'accordo dal ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, e dal governatore campano Antonio Bassolino. La lista è suggestiva. Ci sono la grotta azzurra, la certosa di Capri, villa Jovis e la villa di Tiberio, nonché villa Damecuta. Ma anche l'area archeologica di Longola a Poggiomarino e la basiliche paleocristiane di Cimitile. L'area archeologica di Velia e la certosa di Padula. Ma soprattutto tutti i complessi monumentali e i siti archeologici dell'area flegrea. Dalla piscina Mirabile, al castello di Baia, al Serapeo di Pozzuoli, al Rione Terra. Un unicum dal punto di vista storico e, da ieri, anche gestionale che getta una luce su un patrimonio straordinario, sinora ai più sconosciuto perché dimenticato dalle istituzioni. Per carenze di soldi, per problemi sindacali molte di queste meraviglie sono off limits. Non a caso lo ricorda anche Bassolino: «Il passo in avanti di oggi riguarda un modello nuovo di gestione e valorizzazione di importanti beni culturali in una regione in cui la storia e la cultura sono una risorsa fondamentale per la crescita civile e produttiva. Grazie a questo accordo - faccio un solo esempio - in un luogo straordinario come i Campi Flegrei, ricco di beni di rilievo internazionale, la Regione farà in fino in fondo la propria parte per consentire che i siti siano aperti per tutto l'anno». Entro 15 giorni verrà costituito un comitato (a costo zero) di sei membri - tre per il ministero, tre per la Regione presieduto a rotazione dal direttore regionale Beni culturali Pio Baldi e dal coordinatore dell'area turismo e beni culturali della Regione Campania Ilva Pizzorno, che dovrà attuare l'accordo e svolgerà anche un ruolo di progettazione, studio e fund raising per il finanziamento dei vari progetti. Il che significa che oltre alla Regione, nei beni culturali entreranno anche i privati, come avviene nel mondo. Nel protocollo sono previste anche altre iniziative. Artecard, per esempio, diventerà un sistema unico di prenotazione e prevendita online (benvenuti nel terzo millennio) di visite ed eventi. Inoltre il patrimonio culturale campano entrerà nelle scuole. È la prima volta in Italia che la gestione dei siti archeoligici passa nelle mani di una regione. «Per un Paese come il nostro è davvero una novità importante prosegue Bassolino , un modello di collaborazione che ci auguriamo sia via via esteso anche ad altre realtà. Infine, voglio sottolineare che per una realtà come la nostra l'interlocuzione e il rapporto di collaborazione con il ministero per i Beni Culturali è davvero fondamentale perché la cultura qui è il bene più prezioso». Gli fa eco Velardi: «Quella siglata oggi è una prima concreta azione di federalismo nei beni culturali. Il nostro straordinario patrimonio deve essere valorizzato, reso fruibile e creare un indotto. Per farlo occorre un sistema di gestione più agile e moderno e strettamente collegato al territorio». A gettare un'ombra sull'intera operazione è la Uil Beni culturali. Per il sindacato l'accordo è anticostituzionale. E chiama alla mobilitazione i 234 lavoratori del Mibac della regione Campania e indetto per venerdì 20 assemblee nei musei, nei siti e nelle aree archeologiche. «Tutta l'operazione scrive il sindacato serve a dare linfa alla Scabec, società costituita dalla Regione Campania per i Beni culturali. Nel documento siglato questa mattina si prevede infatti di demandare ad un soggetto, appositamente costituito, partecipato dai soggetti pubblici, dagli enti locali nonché dalle fondazioni bancarie e altri soggetti pubblici e privati non profit che perseguono la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio, la gestione, l'implementazione e lo sviluppo della programmazione, degli studi di fattibilità e della progettazione dei servizi pubblici di offerta alla pubblica fruizione e di valorizzazione dei beni culturali, nonché di dargli eventualmente in uso i beni». Altra novità importante è la nomina di Marcello Fiori, dirigente generale della Protezione Civile, agli scavi di Pompei. Succederà al prefetto Renato Profili, commissario straordinario del sito archeoligico. «Il ministro Sandro Bondi ringrazia sentitamente il prefetto Profili per l'opera finora intrapresa si legge in una nota che ha permesso di conseguire importanti risultati nel miglioramento delle condizioni generali del sito».