Quattro statue romane, compreso il famoso gruppo marmoreo «Marte e Venere», stanno per essere trasferite dal Museo nazionale romano delle Terme a Palazzo Chigi. Intanto per il G8 il ministero ha allestito una lista di 24 opere per La Maddalena Quattro grandi statue romane del Museo nazionale delle Terme di Diocleziano sono in procinto di essere trasferite a Palazzo Chigi. Per lo studio del premier, un paio, e le rimanenti per la sede. «È vero - conferma il soprintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini -. Stiamo occupandoci di questo progetto, di risistemazione di alcune opere di scultura attualmente nei depositi...». Tra le opere che la presidenza del consiglio vuole nel quartiere generale di piazza Colonna c'è anche un pezzo molto famoso, il noto gruppo marmoreo «Marte e Venere», imponente capolavoro dell'età antonina alto 228 centimetri. Le statue sono ancora custodite nella parte del museo chiusa al pubblico, quella delle undici grandi «aule» delle Terme che da trent'anni è in attesa di riapertura e di cui recentemente è stata finalmente resa visitabile l'aula XI. Difficile considerare questi grandi spazi come un semplice deposito, là dove il problema da anni è semmai quello della riapertura al pubblico (dopo restauri e consolidamenti). Sarebbe stata proprio l'aula XI ad accendere i riflettori sui tesori delle Terme di Diocleziano, il primo museo romano alla cui sistemazione lavorò Michelangelo. Lì si è tenuta il 4 dicembre la conferenza stanza del presidente del consiglio Silvio Berlusconi per il prossimo G8. L'occasione ha riproposto la bellezza del posto, con quelle fantastiche aule alte 25 metri e che rappresentano un complesso di terme ineguagliato, costruito da Diocleziano tra il 298 d.C e il 306, struttura doppia rispetto a quella di Caracalla. Ad attirare l'attenzione sono stati soprattutto tutti quei tesori che sono raccolti nelle aule, come quelli che sono tornati ad essere visti ora nell'XI con le bellissime statue di Sulpirius Platorius e di sua figlia. Non a caso sono gli stessi tesori e lo stesso ambiente che avevano tenuto banco per generazioni di artisti, dal Petrarca che in una famosa lettera (Epistole familiari) se ne mostra totalmente affascinato, al Bramante, ai Sangallo, al Peruzzi, ad Andrea Palladio. Dall'aula I dove c'è il sarcofago di uno struggente giovinetto finemente adagiato con le gambe intrecciate e una veste ondulata che lo accarezza, mentre alla sua mano si avvicina minaccioso un serpentello marmoreo, alla IV col tempietto tetrastilo corinzio di Torrenova, alla VI con la porta del tempio di Roma ed Augusto ad Ancyra (l' Ankara turca di oggi). Fuori ci sono le piscine, con la «natatio» in cui arrivavano a bagnarsi tremila romani. Altro che depositi... Il gruppo marmoreo di Marte e Venere, di età antonina, è stato trovato ad Ostia, nell'aula che da questo prende il nome, situata nei mercati di Adriano, dove era stata istallata a metà del IV secolo. Fu rinvenuto in terra in pezzi, i volti di Marte e Venere sono quelli di Marco Aurelio e Faustina minore. Un gruppo molto simile nella composizione si trova nel museo degli Uffizi. Altri due gruppi marmorei di analogo soggetto sono ai Musei Capitolini e al Louvre. E per il G8 la presidenza del Consiglio sta prendendo in considerazione, Bronzi di Riace a parte, anche altre opzioni. «Il direttore generale dei beni culturali ha una lista di 24 pezzi, 12 di Roma e altrettanti di Napoli- Pompei - conferma il direttore dell'archeologia Stefano De Caro - . Per Roma sono inseriti il bronzo del Pugilatore in riposo, mosaici di palazzo Massimo, statue...Da Napoli pezzi della collezione Farnese». Sul Pugilatore, infine, già esportato due anni fa a Berlino, pende anche un'ulteriore opzione: essere spostato per un mese al Senato.
ROMA - Palazzo Chigi vuole quattro statue del Museo delle Terme
Il Museo nazionale romano delle Terme sta trasferendo quattro statue romane, tra cui il famoso gruppo marmoreo Marte e Venere, a Palazzo Chigi. Le statue sono state trovate in deposito e sono state scelte per essere esposte durante il prossimo G8. Il gruppo marmoreo di Marte e Venere è un capolavoro dell'età antonina e misura 228 centimetri. Le statue sono state trovate ad Ostia e sono state restaurate. Altri pezzi scelti per il G8 sono stati selezionati dal direttore generale dei beni culturali e includono bronzetti, mosaici e statue. Il trasferimento delle statue è stato confermato dal soprintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini.
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