La nuova giunta sarà pronta in una settimana, per il lavoro i primi interventi CAGLIARI. Da governatore l'aplomb di Ugo Cappellacci non muta. Nel quartier generale di Palazzo Doglio, il giorno dopo lo scrutinio, il neopresidente si presenta come sempre: sereno, determinato, sicuro. E rivela: «La nuova giunta? La faremo tra una settimana: terrà conto degli equilibri con gli alleati». Poi, pragmatico, annuncia: «I nostri sforzi immediati saranno dedicati a chi non ha un lavoro e a chi rischia di perderlo: il mio pensiero va agli operai del Sulcis e del petrolchimico». E, con l'atteggiamento del politico che ha maturato la consapevolezza della gravità dei problemi da superare, prosegue spedito: «Stiamo per cominciare un percorso irto di difficoltà ma molto importante: l'affrontiamo con il desiderio di lavorare per il bene comune». Vuole apparire distensivo anche con l'(ex) avversario diretto: «Credo che i veleni vadano messi da parte: tutti noi, Renato Soru compreso, possiamo operare nel migliore dei modi per il futuro della nostra terra». Si presenta rassicurante nei legami con Berlusconi che l'ha lanciato in un'impresa all'inizio apparsa proibitiva: «È una grande risorsa, una opportunità in più per l'isola». Ed ecumenico nei rapporti con gli oppositori: «Sarò il presidente di tutti, anche di chi mi ha criticato». Si dice pronto a rilanciare le scelte del Pdl su progetti istituzionali, edilizia, coste che hanno fatto venire gli incubi agli ecologisti: «Modificheremo le criticità del Piano paesaggistico dopo aver sentito gli enti locali, ma in nome della tutela dell'ambiente. Vareremo altre norme sull'urbanistica e per lo Statuto». Si conferma deciso, nella stessa impostazione osteggiata da archeologi, storici e altri studiosi, a dare una svolta al caso della necropoli di Tuvixeddu a Cagliari: «Ci sono sentenze che indicano un orientamento sulle richieste d'insediamenti attorno all'area, non faremo che adeguarci». Il progetto. Alla fine, come un allenatore che si rivolge alla sua squadra, aggiunge: «Non guiderò la Sardegna da solo. Lo farò insieme con gli altri. Per unire. Non per dividere. Ho voluto qui simbolicamente vicino a me uomini e donne che hanno contribuito al nostro successo». Riferimento a chi gli siede accanto durante la conferenza stampa. C'è Franco Meloni, ex manager Asl oggi alla presidenza dell'organizzazione delle cliniche, secondo indiscrezioni prossimo assessore alla Sanità. C'è Rosanna Floris, figlia del sindaco di Cagliari Emilio. E Teodoro Rodin, dirigente dell'associazione invalidi. L'ex questore ed ex prefetto Antonio Pitea. Il leader sardista Giacomo Sanna. Tutti già eletti consiglieri nello schieramento. In quel momento, davanti alle telecamere, manca qualche rappresentante dell'Udc, dell'Mpa, dei Riformatori, di Sardegna unita. Ma il loro apporto viene più volte sottolineato. L'incontro con rappresentanti di stampa e televisioni (tanti i giornalisti delle testate nazionali) è convocato per le 11 del mattino. Disinvolto e autocontrollato allo stesso tempo, Cappellacci arriva a Palazzo Doglio una decina di minuti più tardi. Lo segue il guru della pubblicità Gavino Sanna, che per lui ha promosso alcuni aspetti della campagna elettorale dopo che 5 anni fa si occupò di quella valsa l'elezione di Soru. Niente cravatta, giacca blu e camicia bianca a righine, portata sbottonata. Con la medesima spigliatezza mostrata nell'ultimo mese e mezzo, il nuovo presidente comincia a rispondere subito al fuoco di fila delle domande che si protrarranno per più di un'ora. Il premier. L'esordio riguarda le previsioni della vigilia. «L'isola è una terra particolare anche in materia di sondaggi - spiega Cappellacci - Ma i suoi abitanti hanno compreso bene la differenza tra una Sardegna reale, quella con una crisi senza precedenti, e la Sardegna virtuale rappresentata dal centrosinistra, un inesistente paese dei balocchi. Così come la maggioranza degli elettori ha capito che la vicinanza di Berlusconi, su cui sono state fatte troppe strumentalizzazioni, rappresenta per noi una grande risorsa da utilizzare». Riguardo ai rapporti col governo, riafferma quindi la volontà di richiamare l'attenzione del premier. E sostiene che solleciterà un «confronto costante, quotidiano sull'isola». L'esecutivo. Per la nuova giunta Cappellacci promette tempi stretti. E a chi gli chiede se del gruppo di assessori faranno parte consiglieri eletti nel listino regionale replica: discorso prematuro. «Valuteremo tutti assieme la situazione - aggiunge - Si è sempre fatto così. Terremo conto dell'esito del voto e dei risultati ottenuti da ciascun partito. Di una cosa infatti sono convinto: esistono ampi margini per fare ragionamenti costruttivi con alleati che hanno tutti lealmente sostenuto questo progetto. Col dialogo faremo un ottimo lavoro: la coalizione ha già dato ottime prove di coesione e unità». La giunta, chiarisce poi il presidente, potrà a volte avere caratteristiche itineranti: «Per ascoltare in prima battuta le richieste dei territori», puntualizza. «Ho comunque in mente persone che abbiano testa, cuore, passione, competenza», conclude. Le emergenze. Con lo stesso piglio degli ultimi giorni della «campagna di Sardegna» Cappellacci affronta la questione delle priorità. E per i primi 100 giorni assicura, una volta di più, provvedimenti contingenti e strutturali per arginare la disoccupazione e contrastare la povertà. «Massima attenzione per gli ultimi - ribadisce - E dunque per i 190mila disoccupati, per i 370mila sardi che vivono sotto la soglia della povertà, per quei cassintegrati che stanno diventando un esercito». I rivali. Dal centrosinistra Cappellacci sostiene di attendersi «un'opposizione seria, magari dura, ma a garanzia della democrazia». Rispondendo alla domanda di un cronista che gli chiede un commento su un possibile impegno dell'ex presidente sardo in campo nazionale, replica ironicamente: «Me lo auguro: per il bene del Pdl, ed è l'unica battuta cattiva che mi permetto». Per il resto Cappellacci spiega che, dopo alcuni tentativi fatti ieri da una parte e dall'altra, dovrebbe riuscire in queste ore a parlare con Renato Soru per un primo scambio di valutazioni. «Del resto, non tutti i provvedimenti della precedente giunta saranno azzerati - precisa - Come per i master and back e per altre misure in favore degli studenti, lavoreremo per consolidare e migliorare tanti progetti validi». Le idee. Al termine dell'incontro, il neo presidente si dice soddisfatto del risultato finale del voto: sia per i termini numerici, sia per la vittoria in territori tradizionalmente «feudi» del centrosinistra. Dando un forte segnale di discontinuità con il suo predecessore, afferma inoltre: «Sarà di sicuro possibile restituire al consiglio regionale la dignità che merita la rappresentanza del popolo sardo». Per concludere con la stessa sicurezza iniziale: «Il nostro dialogo con i Comuni e con gli altri enti locali dell'isola sarà costante, basato sulla concertazione. Le infrastrutture, i servizi, le grandi opere che intendiamo realizzare al più presto richiedono un dialogo immediato, costruttivo».