I sindacati chiedono un chiarimento sulle cause del cambio di guida Lincontro di ieri mattina tra il sovrintendente del Teatro dellOpera Francesco Ernani e il sindaco Alemanno si è concluso, stando alle dichiarazioni, con un semplice rinvio a lunedì, ma chi ha visto Ernani uscire dalla stanza del sindaco parla di un uomo decisamente scontento del colloquio avuto. I margini della trattativa, a questo punto, sono nulli, e lattuale sovrintendente sembra destinato a lasciare il Teatro dellOpera con un anno e mezzo di anticipo sulla scadenza del suo mandato. Ieri tutti i sindacati delle maestranze dellOpera hanno inviato ad Alemanno un documento nel quale si chiede di non procedere alla sostituzione prima di un chiarimento sulle cause dellavvicendamento e si profila anche lipotesi di unoccupazione del Teatro. «Oggi», si è limitato a dire il sindaco Alemanno dopo lincontro, «abbiamo avuto un colloquio sereno con il sovrintendente Ernani e stiamo lavorando per trovare una soluzione nellinteresse dellistituzione del Teatro dellOpera perché ciò che ci unisce è che il Teatro dellOpera superi ogni difficoltà e crisi e, lunedì prossimo, sarà definito il senso di questo lavoro comune». Se si riesce a trovare una formula che vada bene anche ad Ernani, che ha precisato al sindaco di non aver dato le dimissioni ma solo di aver espresso la disponibilità a rimettere il suo mandato, lunedì si potrebbe avviare il processo che permetterà allamministrazione capitolina di insediare il nuovo sovrintendente. Il nome, caduta la candidatura del vicepresidente dellOpera Gagliani Caputo, nominato direttore generale delloperazione di smaltimento rifiuti a Napoli, dovrebbe essere in una rosa che comprende il commissario straordinario del Carlo Felice di Genova Giuseppe Ferrazza, il sovrintendente della Fenice di Venezia Giampaolo Vianello e quello del Lirico di Cagliari Maurizio Pietrantonio, ma si parla anche di Enrico Castiglione, già direttore artistico dei Concerti del Giubileo del 2000. Non si placa la polemica sul buco di circa 10 milioni nel bilancio dellOpera, addotto come motivo da Alemanno e dallassessore alla cultura del Campidoglio Croppi per la sostituzione del sovrintendente e che, secondo Ernani, sarebbe unicamente il risultato dei mancati finanziamenti, già previsti per il 2009, cancellati dal Fondo unico per lo Spettacolo. Anche il personale del Teatro dellOpera, nel documento firmato da Cgil, Cisl, Uil, Fials e Libersind con cui chiede un incontro col sindaco respinge laccusa di una cattiva gestione del sovrintendente. «I bilanci sono sempre stati trasparenti», dice Pasquale Falliaci della Cgil, «sono stati pubblicati e approvati da tutti gli organismi competenti. Siamo rimasti sconcertati dal modo di procedere del sindaco, vogliamo chiarezza sul progetto». E Massimo Di Franco, della Fials, «Siamo preoccupati, se non avremo questo incontro continueremo le nostre azioni di lotta, non esclusa loccupazione. Perché il problema sono i tagli al bilancio, non il sovrintendente, che in dieci anni ha sempre chiuso con i bilanci in pareggio e non ha mai avuto un problema sindacale».