Il Consiglio ha confermato la fiducia al sovrintendente Tutino La fondazione aumenta di un terzo il numero delle recite e spera in un premio produttività di 750mila euro Ancora una seduta del consiglio damministrazione del Teatro Comunale alle prese coi conti. Ieri è stato approvato il documento del bilancio preventivo e il piano triennale che la Fondazione deve presentare al Ministero per i beni e le attività culturali. Il dato più significativo è laumento della produttività, cioè del numero delle recite offerte al pubblico, quantificato in un 32 per il 2009, grazie allattività della Scuola dellOpera. Renderà più generosa la ripartizione del Fus, dato che la quota del Fondo unico dello spettacolo è composta da una somma di parametri, dei quali il 30 è rappresentato dalla produttività. Il Comunale si aspetta almeno 750mila euro in più. Laumento delle recite non si traduce in aumento delle spese di produzione: lo stesso sovrintendente Marco Tutino ha spiegato in un suo intervento apparso su questo giornale venerdì scorso che nel 2009 su cachet degli artisti ed allestimenti si risparmieranno 2,6 milioni di euro. «La Rondine», il titolo che ha debuttato laltra sera al posto di «A Midsummer Nights Dream» è costato un decimo dellallestimento dellopera di Benjamin Britten. Bologna, insieme al Massimo di Palermo, è lunico teatro lirico in Italia che abbia aumentato la propria attività, e non cancellato titoli come è successo a Napoli e a Firenze. Questo, e il conseguente aumento del Fus destinato a Bologna, che riduce la sovvenzione per le altre fondazioni, ha provocato malumori tra i teatri dopera italiani. Secondo alcuni il governo si appresta a pubblicare un decreto per non penalizzare le fondazioni «meno produttive». Il comunale Spera che questo non sottragga fondi a chi invece ha aumentato la sua attività. Proseguirà anche nel 2010 lesperimento di affidare un paio di titoli a stagione ai giovani della Scuola dellOpera, ma potrebbe essere che solo unopera sia inclusa nel cartellone tradizionale, affiancando agli allievi (che per il prossimo anno avranno alle spalle già un anno di lavoro) professionisti più affermati. Si differenzieranno i prezzi dei biglietti per le produzioni non inserite nella stagione ufficiale e le recite fuori abbonamento, che cominciano a portare in teatro un pubblico nuovo. Rimane, però, aspro lo scontro tra la direzione del teatro e i sindacati. Ieri, alluscita del cda, le uniche parole pronunciate dal sindaco Cofferati sono state per Tutino: «È confermata la fiducia», ha detto il presidente della fondazione. Nei prossimi giorni è attesa una conferenza stampa del cda della fondazione per illustrare i programmi futuri per il teatro e i bilanci. Ieri, con una lettera assai polemica, Fials, Cisl e Uil hanno nuovamente richiesto alla direzione e al sindaco presidente la documentazione inerente la «Suddivisione del costo del personale degli esercizi 2006, 2007 e 2008 delle categorie dei dipendenti: personale artistico, personale tecnico, personale amministrativo, dirigenti; durata e importo dei contratti co-co-pro; criterio di calcolo per la quantificazione dei contributi statali così come indicato nel prospetto preconsuntivo 2008; previsione "analitica" del conto economico 2008; durata ed importo di eventuali garanzie ipotecarie o fidejussorie accese nel 2008 a fronte dellindebitamento accumulato». Tra i dipendenti del teatro, 250 (su 280) hanno firmato la richiesta di dimissioni del sovrintendente Tutino.
BOLOGNA - Comunale, spiragli di ottimismo
Il Consiglio di amministrazione del Teatro Comunale ha confermato la fiducia al sovrintendente Marco Tutino. La fondazione ha aumentato il numero delle recite del 32% grazie all'attività della Scuola dell'Opera. Il bilancio preventivo e il piano triennale sono stati approvati, con un aumento previsto del 750.000 euro. La produttività è stata aumentata grazie all'attività della Scuola dell'Opera, ma le spese di produzione non sono aumentate. Il teatro è l'unico teatro lirico in Italia che ha aumentato la propria attività. Il governo potrebbe pubblicare un decreto per non penalizzare le fondazioni meno produttive.
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