L'annuncio, da parte del Ministro Bondi e del Sottosegretario Giro, di avviare le procedure per il commissariamento delle Soprintendenze Archeologiche di Roma e di Ostia con sistemi di Protezione Civile, ai quali si ricorre straordinariamente in situazioni di calamità, appare grave e immotivato. Non a caso esso ha mobilitato archeologi, architetti, esperti, tecnici e il personale tutto dei due uffici del Ministero. Non a caso l'appello lanciato il 2 febbraio su www.patrimoniosos.it, ha raccolto l'adesione di circa 4000 firmatari della comunità scientifica internazionale, dei colleghi e della società civile. A tre settimane dalla notizia lo stesso commissario in pectore Bertolaso ha dichiarato che non è ancora stata effettuata alcuna constatazione tecnica dalla protezione civile. A oggi l'area archeologica romana viene presentata come se fosse in stato di assoluto abbandono, degrado e pericolo insinuando il concetto di incapacità a farvi fronte da parte delle Soprintendenze. Se si trattasse solo di risolvere problemi conservativi di carattere straordinario, sarebbero sufficienti una legge e finanziamenti ad hoc, come già avvenuto in passato. Esiste in tal senso un precedente che ha risolto in modo straordinario problemi analoghi a quelli attualmente sollevati per il Palatino, (la legge Biasini 1981-86 speciale e specifica per l'archeologia di Roma,"recante provvedimenti urgenti per la protezione del patrimonio archeologico di Roma"). L'unicità del patrimonio romano ha indotto il Ministero a dotare la Soprintendenza, con apposito decreto, di autonomia scientifica e amministrativa, per un accrescimento continuo e costante, attraverso i propri introiti e la propria capacità di gestione e di progettazione culturale. Tale autonomia riguarda l'intera Soprintendenza e non solo musei e monumenti aperti al pubblico, diversamente dal Polo Museale Romano. Sarebbe dunque auspicabile continuare in questa linea programmatica mettendo le Soprintendenze in condizione di produrre interventi mirati ed efficaci, potenziando i settori più carenti degli uffici e non privandoli continuamente di risorse economiche e umane. Inoltre l'annuncio dell'istituzione di un "Comitato scientifico di alto livello", una sorta di Direttorio sovraordinato al corpo dei funzionari e forse allo stesso Soprintendente, svilisce e delegittima le professionalità presenti all'interno degli Uffici che da sempre svolgono anche in collaborazione con Università e Istituzioni italiane e straniere un lavoro di altissimo livello qualitativo, tutelando e valorizzando l'eccezionale patrimonio archeologico di Roma ed Ostia. Allarma l'inconsapevolezza e la sbrigatività con cui si affronta l'argomento della conservazione del patrimonio archeologico che potrebbe anche subire gravi danni nella fretta del raggiungimento di un risultato che si vuole ottenere con procedure irrituali. Il commissariamento è stato annunciato nel primo incontro del tavolo di concertazione Ministero-Comune sulla valorizzazione dell'area archeologica centrale di Roma e, in modo singolare, riguarda anche il resto di Roma e Ostia Antica (dipendente da altra soprintendenza), in una non chiara commistione di competenze e funzioni sospese tra l'emergenza da protezione civile e la pubblica fruizione. Mentre si fa sempre più manifesta e insanabile la spaccatura fra una "archeologia ad alto reddito" (come il Colosseo) e una "archeologia senza reddito" (tutti i siti e musei diffusi sul territorio), il ricorso, ormai troppo frequente, a queste sovrastrutture in luogo dell'ordinaria Amministrazione dello Stato prefigura lo smantellamento delle Soprintendenze, grande risorsa storica e culturale della Nazione, a garanzia dell'interesse pubblico. La definizione di "talebani" e "fondamentalisti della tutela" riservata agli operatori del settore, oltre a denigrare l'eccellente lavoro sin qui svolto dai tecnici dello Stato, mostra il disprezzo per gli uffici periferici del MIBAC che, secondo il principio sancito dalla nostra Costituzione, tutelano i Beni Culturali della Repubblica e, dunque, di tutti i cittadini. ASSOTECNICI con l'adesione di A.NA. Associazione Bianchi Bandinelli C.I.A. Comitato per la Bellezza Eddyburg Italia Nostra Legambiente Patrimoniosos
COMUNICATO STAMPA - NO AI COMMISSARIAMENTI
Il Ministro Bondi e il Sottosegretario Giro hanno annunciato l'avvio delle procedure per il commissariamento delle Soprintendenze Archeologiche di Roma e Ostia con sistemi di Protezione Civile. Ciò ha mobilitato archeologi, architetti, esperti e personale del Ministero. L'appello lanciato su www.patrimoniosos.it ha raccolto circa 4000 firmatari. Il commissario in pectore Bertolaso ha dichiarato che non è stata effettuata alcuna constatazione tecnica dalla protezione civile. L'area archeologica romana viene presentata come in stato di abbandono e pericolo, con l'incapacità delle Soprintendenze a farne fronte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo