Dopo il restauro della facciata della chiesa, si prosegue con il secondo stralcio dei lavori di consolidamento I contributi arrivano dalla Sovraintendenza e dalla Regione Veneto: il cantiere aprirà in aprile Dopo la facciata tocca al campanile della chiesa parrocchiale rifarsi il look. La parrocchia guidata da don Ennio Scarsini ha ottenuto i finanziamenti per proseguire con il secondo stralcio dei lavori di consolidamento e restauro dell'edificio, che prevedono la sistemazione dei paramenti lapidei della cella campanaria. I lavori inizieranno in aprile. A darne l'annuncio, con il sindaco Mirco Campagnari che ha seguito le pratiche di richiesta dei contributi con gli uffici comunali, è l'architetto Renzo Nicolis, che da anni si occupa del recupero della parrocchiale rivolese. Un amore a prima vista, quello tra il professionista che vive in Valpolicella e lavora a Verona. Nel 2000 si è imbattuto quasi per caso nelle bellezze del territorio rivolese, poi non le ha più perse di vista. Oltre a prendersi a cuore la chiesa del capoluogo, l'architetto Nicolis da anni si adopera per la "risurrezione" della chiesetta di San Michele a Gaium, per cui ha curato con altri specialisti il progetto interdisciplinare sostenuto da BaldoFestival. I contributi per la parrocchiale del capoluogo sono in arrivo da più parti: 16.623 euro dalla Regione Veneto, dall'assessorato ai lavori pubblici ed edilizia di culto del veronese Massimo Giorgetti; altri 16mila euro circa dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, che ha deciso di concedere il 40 per cento circa dell'importo complessivo richiesto (41.139 euro). L'assessore regionale Giorgetti ha fatto anche di più, stanziando altri 25mila euro per lavori di recupero degli apparati decorativi interni. «Giorgetti ha dimostrato grande disponibilità, dandoci la possibilità di guardare oltre la cella campanaria e iniziare più avanti anche il restauro degli interni», afferma l'architetto Nicolis. Si farà una cosa per volta, però, procedendo per stralci. «Per prima cosa nel 2002 siamo intervenuti sulla facciata, che si stava staccando dal resto dell'edificio, e sul tetto», continua Nicolis. Infiltrazioni di acqua, umidità e crepe erano i pericoli numero uno per la chiesa e ne stavano accelerando il degrado. Ora è il momento di ripartire, seguendo il progetto globale e di ampio respiro redatto dall'architetto nel 2000. «Doveroso un ringraziamento, oltre che a Giorgetti, alla Sopraintendente di Verona Sabina Ferrari e ai tecnici Anna Federica Grazi e Maria Cristina Percuzzi, che ci hanno aperto le porte», conclude Nicolis, «senza dimenticare il sindaco Campagnari, che ha sposato in pieno la causa della parrocchia».