Anche il Quirinale apprezza la Brescia città d'arte che si è costruita in questi anni. Ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto dalle mani del presidente e del segretario della Fondazione Cab Alberto Folonari e Agostino Mantovani una delle prime riproduzioni dei manoscritti originali di Gabriele D'Annunzio, acquistati alla fine degli anni Novanta a un'asta da Christie's, a Londra. «Apprezziamo molto il dono non solo per la preziosità dell'opera, ma anche perché testimonia che è stato riportato in Patria un vero tesoro culturale», ha detto il presidente, secondo quanto riferisce Mantovani. E poi, «ho apprezzato molto la politica culturale di Brescia - ha aggiunto - che ha avuto un'eco nel mondo». E con piacere ha ricordato che proprio negli anni di acquisizione dei preziosi manoscritti lui stesso era stato a Brescia e aveva «avuto modo di percepire il fermento culturale che la città stava vivendo con le iniziative di Santa Giulia». Sono parole che gratificano e riempiono di orgoglio. Anzi «creano emozione», dice Folonari. E spiega le ragioni della salita al Colle. «Lo abbiamo fatto soprattutto per tener viva la fiaccola di Brescia città d'arte», scandisce. E nelle sue parole sembra di poter leggere la speranza che la città continui a mantenere l'immagine conquistata. Era la fine degli anni Novanta quando la Fondazione Cab ebbe notizia dell'asta dei manoscritti originali. Contenevano i cinque titoli più importanti di D'Annunzio, compresa «La vergine delle rocce» e «La figlia di Iorio». Li portò a casa con una cifra di svariati milioni. «Li abbiamo custoditi gelosamente nella nostra sede - sottolinea Mantovani -, investendo ingenti somme per curarli in un ambiente adatto». Nel frattempo, la decisione di ri-produrli in copia anastatica e tiratura limitata. Con evidente soddisfazione presidente e segretario della Fondazione sottolineano che quelle riproduzioni sono state realizzate dalla tipografia veronese Valdonega, «che ha utilizzato gli stessi impianti e la stessa carta dell'epoca del poeta». Ne sono state realizzate duecento copie, preziosamente rilegate. E una delle prime ieri pomeriggio è stata consegnata al presidente Napolitano. L'iniziativa segue il contratto di comodato già stipulato dalla Fondazione Cab con il Vitto-riale degli Italiani, in base al quale i manoscritti originali saranno custoditi al Vittoriale stesso, nella casa che fu di D'Annunzio, per essere oggetto di studio e di consultazione. E a suggellare quel contratto, domenica primo marzo è prevista una giornata di incontri al Vittoriale, alla quale parteciperà il ministro della Cultura Sandro Bondi. Tutta l'operazione ha richiesto un notevole investimento, male parole di Alberto Folonari e Agostino Mantovani dicono che senza ombra di dubbio ne valeva la pena.