CEGLIE MESSAPICA Era un antico monastero basiliano ricco di mosaici bizantini, oggi invece è ridotto ad un rudere fatiscente nel bel mezzo dei una delle zone più caratteristiche dell'alto Salento. La Chiesa Madonna della Grotta, vittima di una intricata diatriba tra i proprietari del terreno, il Comune e la Curia, giace abbandonata a se stessa nella campagna di Ceglie Messapica. Di fatto questo gioiello del patrimonio artistico brindisino si trova all'interno di una proprietà privata, che vanta almeno tre diversi proprietari e che comprende anche molti ettari di terreno e una masseria. La chiesa, inserita nei cento beni da salvare dalla soprintendenza dei beni culturali, è composta da una grotta naturale e da un complesso architettonico con pavimentazione a mosaico, altari in marmo e numerosi affreschi medievali che, al momento, sono fatiscenti e necessitano di un restauro radicale. «L'amministrazione comunale ha a cuore il problema - spiega l'assessore Tommaso Argentiero, con delega al patrimonio artistico - e abbiamo sollecitato più volte la soprintendenza a verificare la situazione. Come Comune non possiamo intervenire in una proprietà privata perchè non ci sono gravi pericoli di crollo. Più volte abbiamo cercato di convocare i proprietari ma, da parte loro, c'è una chiusura totale nei confronti di qualsiasi accordo». La Chiesa Madonna della Grotta, storicamente considerata il santuario mariano del popolo cegliese, è stata utilizzata per le funzioni religiose fin dal sedicesimo secolo e interdetta all'inizio del Novecento a causa delle leggi eversive applicate dopo l'unità d'Italia. Da quel momento la Curia ha chiesto a più riprese che l'immobile, pur restando di proprietà dei privati, fosse messo a disposizioni delle celebrazioni domenicali. Una richiesta legittima, così come è avvenuto ad esempio per la Chiesa Madonna di Gallana di Oria, che però non ha avuto alcuna risposta, provocandone l'abbandono. In attesa di risposte, i cegliesi hanno raccolto oltre duemila firme per sollecitare l'interessamento del Comune. Nel frattempo la chiesa, che si trova in un'area incontaminata e caratteristica, a soli tre chilometri dalla grotta di San Michele, è stata però inserita nella programmazione dell'area vasta di Ceglie.