Faccia a faccia Alemanno e Ernani Zeffirelli difende il sovrintendente In Campidoglio s'incontrano oggi il sindaco Alemanno e il sovrintendente Ernani, difeso da Franco Zeffirelli: al centro il nodo delle dimissioni dall'Opera Crisi dell'Opera: oggi il sindaco Gianni Alemanno incontrerà il sovrintendente Francesco Ernani. Sembra molto difficile una riconciliazione. Il motivo principale della sfiducia è nel deficit del teatro. Le cifre non sono concordi. Per Alemanno il buco è di 11 milioni di euro, per Ernani di cinque. Ernani per ora si limita a dire che col sindaco avrà «una comune valutazione della situazione» e «ogni opportuno chiarimento in merito al bilancio previsionale del 2009». E conferma che non si tratta di un ammanco bensì di «un deficit previsionale parziale pari alle somme cancellate» dalla Finanziaria. «La lettera che ho ricevuto da Ernani - dice Alemanno - l'ho intesa come una disponibilità a fare un passo indietro. Nell'incontro verificheremo che cosa significa esattamente». Quella di ieri doveva essere una giornata interlocutoria in vista di oggi, invece c'è stato un fuoco incrociato. In difesa del sovrintendente galantuomo (reduce da dieci anni di conti a posto all'Opera), scende in campo Franco Zeffirelli: «Quel che sta accadendo a Ernani e all'Opera di Roma è una delle cose più infami, pur tra le tante delle cronache degli ultimi tempi». Il celebre regista annuncia che coinvolgerà altre persone qualificate, «per difendere il sovrintendente Ernani, è un funzionario pubblico che lavora bene come nessun'altro. Io e lui abbiamo sempre litigato, perché è un rompiscatole proprio per quanto riguarda i costi, ma all'Arena di Verona ha fatto stagioni ottime e ha tirato fuori dai guai il teatro di Firenze, per quel che era possibile con le leggi vigenti ». Zeffirelli afferma che «il povero Alemanno è molto mal consigliato». Accuse per le quali l'assessore Umberto Croppi si dichiara «stupito e dispiaciuto». Il regista però se la prende con la programmazione artistica e prende di petto il direttore artistico Nicola Sani: «Non sa nulla del lavoro che dovrebbe fare, come dimostra l'orribile cartellone che ha fatto, raccogliendo le rimasticature di esperimenti fatti nel resto d'Europa e buttati poi via, a cominciare da un'Aida che ha suscitato indignazione in tutti e allontanato spettatori e abbonati». Sani (che è compositore: stasera al Teatro Palladium l'Orchestra Roma Tre esegue accanto a Beethoven la sua «prima» de «L'indifferenza» per voce recitante e 12 archi) replica così: «A Zeffirelli, che siamo felici di avere nella nostra stagione con due titoli ( Pagliacci e Traviata) rispondo che l'Aida di Bob Wilson, evento attesissimo visto che il regista americano all'Opera mancava da venticinque anni, è stata seguita da 12 mila spettatori (anche Alemanno era alla prima, ndr) e ci lascia molti ricordi, come la bellissima affluenza degli studenti che hanno decretato il tutto esaurito, un successo quasi da evento rock. Voglio anche dire che gli abbonamenti sono in crescita, nessuna fuga c'è stata». La stagione appena cominciata, dopo vent'anni di assoluta opacità, è di primo piano non solo per i nomi altisonanti (il direttore Riccardo Muti, il regista Yannis Kokkos, la Fura dels Baus, le voci di Goerne e Garanca, lo scrittore Ian McEwan come librettista, lo scultore Anish Kapoor...) ma perché finalmente c'è un progetto definito attorno all'Opera. Si tratta ora di capire quale Opera ha in testa il sindaco Alemanno. Intanto l'assessore alla Cultura della Regione, Giulia Rodano, dice: «Il sindaco vorrebbe attribuire a Ernani responsabilità non sue, il deficit è conseguenza diretta del taglio alla lirica operato dal governo. Il bilancio 2009 comunque deve essere ancora valutato. Perché proprio ora questa accelerazione? Non voglio pensare che Alemanno, presidente della Fondazione, possa immaginare di vincolare il sostegno del Teatro dell'Opera a uno scambio di poltrone». Dietro il balletto delle cifre, il cattivo rapporto tra il direttore generale del ministero dei Beni Culturali e capo di Gabinetto Salvatore Nastasi e il sovrintendente Ernani. «Sarebbe bene - dice il senatore dl Pd Vincenzo Vita - che il ministro Bondi spiegasse le ragioni per le quali è così insistente la richiesta di dimissioni di Ernani. Come mai questo stillicidio? Siamo di fronte a un caso di spoil system in un ente musicale?». Tra i candidati alla successione, Vincenzo Gagliani Caputo ex commissario a Roma, Giuseppe Ferrazza commissario a Genova, i sovrintendenti Giampaolo Vianello (Venezia) e Maurizio Pietrantonio (Cagliari). Nicola Sani, direttore artistico dell'Opera. A destra, Franco Zeffirelli con Angela Gheorghiu durante le prove della «Traviata» nel 2007 Le polemiche Il regista: «Povero sindaco, è male consigliato». Nicola Sani, direttore artistico: «All'Aida di Wilson 12 mila spettatori e gli abbonamenti salgono» Valerio Cappelli