"Non si trova sullisola unaltra cooperativa che si occupi della manutenzione" Le residenze di Bonaparte allElba: polvere pioggia dai tetti toilette in stato vergognoso Questa volta non è la polvere della sconfitta a insidiare la memoria dellimperatore Napoleone. Ma la banale polvere dovuta alla mancanza di pulizia. Le due lussuose residenze elbane dei suoi 300 giorni di esilio, la Palazzina dei Mulini nel centro di Portoferraio e Villa San Martino fuori città, sono musei in disarmo. Sale, saloni camere e locali, che ogni anno vengono visitati da duecentomila turisti, non sono chiusi. Ma semplicemente sporchi: il 31 dicembre è terminato il contratto con la ditta incaricata delle pulizie e dal 1 gennaio ad oggi nessuno ha spolverato suppellettili, arredi, vetrine, tappezzerie, o spazzato pavimenti. E tanto meno pulito le toilette per i visitatori. «Non è tanto la polvere che fa effetto, quanto la situazione dei bagni» ammette candidamente uno dei funzionari della soprintendenza pisana, Mario Ferretti, appena rientrato da un sopralluogo nei musei napoleonici. Lallusione lascia ben immaginare il biglietto da visita che si trovano davanti i visitatori invernali. «Per fortuna i turisti in questo periodo sono pochi - prosegue la direttrice delle residenze napoleoniche Roberta Martinelli - I 33 custodi provvedono a pulire i loro servizi, ma il resto è un disastro. Non abbiamo soldi. Da un lato incidono i tagli del ministero, dallaltro le lentezze burocratiche. Di fatto il 31 dicembre siamo riusciti a pagare i debiti con la ditta delle pulizie Cooplat e da allora nessuno le ha più fatte. Stiamo cercando i fondi per fare almeno un contratto di sei mesi, ma ad oggi non mi risulta che ci siano». Le magagne non si limitano solo al decoro e alla pulizia. «Piove dai tetti di entrambe le residenze. Già da giugno scorso - aggiunge la direttrice - ai Mulini stanno saltando decorazioni depoca e a San Martino si stanno impregnando i muri. Ho fatto pressioni in soprintendenza a Pisa, ma ad oggi non è partito nessun intervento sulle coperture. Che fare? Sto cercando uno sponsor per far dare almeno una ripulita straordinaria». La drammaticità della situazione dei musei elbana è stata denunciata anche dal sindacato della Uil-funzione pubblica, che ha raccolto le proteste del personale di custodia. «Già dallinizio dellanno abbiamo fatto le nostre segnalazioni alla direzione regionale e al soprintendente di Pisa Guglielmo Malchiodi - osserva Enzo Feliciani - Si è mosso anche un rappresentante della sicurezza con una nota alla Asl dellisola dElba. E in questi giorni, visto che nessuno ci ha riposto e si è mosso, abbiamo chiesto alla Procura delle Repubblica di Livorno di verificare se ci sono state omissioni o violazioni di carattere penale. Già, perché sono intervenuti anche i vigili de fuoco per le precarie condizioni del tetto e di un finestrone pericolanti. Hanno constatato che ci sono lavori da fare urgentemente. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se lo avessero constatato in una struttura privata? Lavrebbero sicuramente chiusa per inagibilità». Il direttore regionale Mario Lolli Ghetti si duole della vicenda: «Sto tentando di coordinare gli interventi straordinari di manutenzione strutturale con la soprintendenza di Pisa. So che per i tetti i fondi sono già stati investiti. Spetta inoltre alla soprintendenza pisana far fronte al problema delle pulizie e della manutenzione ordinaria». Già, e perché Pisa non si muove? Al posto del soprintendente Malchiodi, risponde il tecnico, Mario Ferretti: «La vecchia ditta Cooplat che faceva le pulizie non ha rinnovato il contratto per il prezzo troppo basso. Ne abbiamo cercate altre allisola dElba, ma non so che fine abbia fatto la ricerca. Così abbiamo rifatto un contratto per sei mesi con Cooplat, al prezzo da loro richiesto. Dovrebbero venire a firmare. Non so perché non lo facciano. I fondi? Li troveremo... Quanto ai tetti, andrebbero rifatti del tutto perché si riparano da una parte e si formano i buchi dallaltra, anche con il rischio di qualche cedimento. Ma i lavori sono partiti, stiamo spendendo gli ultimi soldi delle soprintendenza, 80 mila euro». Burocrazia, lentezza delle pratiche, mancanza di fondi, sono le geremiadi del funzionario pisano. In verità i lavori di restauro non sono partiti affatto e anche ieri pioveva dai tetti delle due residenze. E chissà quanta polvere ancora si dovrà depositare nelle stanze di Napoleone prima che il contratto sia firmato. «E una vicenda avvilente, che vanifica tanti sforzi - conclude la direttrice - Da un lato il ministero stanzia fondi per comprare nuovi arredi e arricchire le residenze in vista delle celebrazioni del bicentenario dellarrivo di Napoleone allElba, previste dal comitato italo-francese per il 2014. Dallaltro non si trovano fondi pur minimi per le pulizie».