PATRIMONIO. Da un primo controllo, sembra che le crepe nel sacello non siano causate dai lavori per il parcheggio Il Comune apre un conto apposito e invita cittadini, enti e aziende a versare un contributo per i restauri Si muove la solidarietà, per fortuna invece restano immobili i vetrini. A un mese dall'intervento di controllo della situazione dell'antico sacello della chiesa dei Santi Apostoli, i rilevamenti effettuati dalla restauratrice Daniela Campagnola per conto della ditta Mantovani (che conduce i lavori per la realizzazione del parcheggio sotterraneo nella piazza adiacente la chiesa) mostrano che nessuna nuova oscillazione si è verificata. Sembrerebbe insomma che le crepe presenti sulle pareti del sacello fossero indipendenti dalle oscillazioni che lo scavo per il parcheggio sotterraneo può aver provocato nel terreno vicino. D'altro canto, come aveva promesso appena appresa la notizia delle condizioni di pericolo in cui l'edificio si trova, l'assessore comunale Vittorio Di Dio ha attivato una campagna di sensibilizzazione per cercare solidarietà presso quegli enti, aziende, sponsor che sarebbero in grado di dare un contributo significativo per avviare i lavori di restauro. E ha aperto un conto corrente sul quale i benefattori possono versare il loro contributo: si tratta del conto corrente intestato a Comune di Verona, Unicredit Banca, agenzia di Verona piazza Renato Simoni, cod. IBAN - IT 96 B 02008 11725000003465410 o conto corrente postale 00236372 intestato a Comune di Verona - Riscossioni varie. Come era stato evidenziato in occasione dei sopralluoghi alla chiesa un mese fa, quando il nostro giornale aveva sollevato il caso Santi Apostoli mettendo in luce come una delle quattro antiche pievi di Verona rischiasse di dover chiudere i battenti per il soffitto pericolante, due sono i problemi di cui l'edificio soffre. Da una parte c'è l'instabilità del soffitto della chiesa principale, che è infatti coperto da una tela cerata per impedire che pezzi di calcinaccio cadano sulla testa dei fedeli. Tale problema si è evidenziato già due anni fa ed ha avuto un momento di crisi nell'agosto scorso, quando, dopo un forte temporale, la situazione era peggiorata e la Sovrintendenza aveva deciso di chiudere temporaneamente la chiesa. L'altra questione riguarda il sacello delle sante Tosca e Teuteria, dove il parroco don Falavegna ha notato alcune crepe. Il punto da chiarire è se le crepe possano essere causate da oscillazioni del terreno dovute allo scavo per costruire il parcheggio di piazza Santi Apostoli. Ma i primi rilevamenti con la tecnica dei vetrini sembrano negare questa ipotesi. «Avevo promesso che mi sarei attivato di persona per trovare i fondi per la chiesa e così ho fatto», spiega Di Dio. «Ho già inviato 500 lettere e altre 400 sono pronte per essere spedite. In questa lettera metto in luce come la chiesa dei Santi Apostoli, gioiello di storia e arte sacra, versi in condizioni di grave emergenza per problemi strutturali che, se non saranno tempestivamente risolti, potranno comprometterne l'utilizzo. Ricordo che la Sovrintendenza ha già approvato un progetto complessivo di recupero per la copertura e gli affreschi per circa 800mila euro, ma per la messa in sicurezza ne sono sufficienti 450 mila. Credo che per tutti i cittadini che ne hanno la possibilità sia giusto partecipare al recupero di una testimonianza storico-artistica così preziosa»A.G.