Il commissario di governo, Renato Profili ha precisato: «Abbiamo attuato un tipo di intervento che andava fatto. Del resto c'è in gioco il decoro di un sito archeologico famoso in tutto il mondo». Pompei. Due chioschi ritenuti «fuorilegge» dal commissario di Governo per l'emergenza scavi, Renato Profili, sono stati rimossi da piazza Anfiteatro. Il provvedimento fa seguito all'ordinanza che ha interdetto al commercio di tutta l'area antistante il sito. L'intervento di rimozione rientra nel nuovo piano commerciale, disegnato dal prefetto Profili, che disciplina la vendita itinerante di souvenir. Lo sgombero delle attività commerciali dall'area demaniale, e non, collocata a ridosso degli ingressi principali del sito è citato nell'ordinanza del Consiglio dei Ministri con la quale sono stati conferiti i poteri speciali al commissario straordinario incaricato di risollevare le sorti della città sepolta. Al comma 7 dell'articolo 1, infatti si legge: «Al fine di assicurare l'ordinato svolgimento delle attività commerciali debitamente autorizzate nei luoghi di valore culturale circostanti l'area archeologica oggetto della presente ordinanza, il commissario delegato, anche in deroga alla normativa vigente in materia, provvede all'adozione di un piano di individuazione e disciplina delle aree nelle quali vietare o sottoporre a condizioni particolari l'esercizio del commercio. Il predetto piano è sottoposto dal commissario delegato al preventivo parere delle amministrazioni comunali territorialmente competenti, che deve essere rilasciato nel termine di 10 giorni decorsi i quali si intende acquisito con esito positivo». «È un tipo di intervento che andava fatto - spiega il prefetto Profili - del resto in gioco c'è il decoro di un sito archeologico famoso in tutto il mondo». La rimozione dei chioschi, operata da una ditta incaricata dal commissario di Governo, è avvenuta nella tarda mattinata di ieri, sotto la super visione dello staff del prefetto Profili, supportati dall'ausilio di polizia e carabinieri. I proprietari, che hanno investito centomila euro per la realizzazione delle due strutture utilizzate per la vendita di bibite ai turisti degli scavi, si sono detti pronti a dare battaglia legale al comune e alla soprintendenza. «I due enti - spiegano i proprietari - dopo una conferenza dei servizi, ci hanno rilasciato un'autorizzazione ad occupare il suolo pubblico e a procedere con la nostra attività commerciale per dieci anni. Ora, gli stessi che ci hanno autorizzati ad installare le strutture in ferro realizzate dietro le loro direttive, ci vengono a dire che l'area è interdetta al commercio. Qualcuno ci spieghi, ora, come faremo a sostenere economicamente le nostre famiglie visto che ci hanno privati della nostra unica fonte di reddito». Il prefetto Renato Profili, inoltre, annuncia che nei prossimi giorni intende affrontare il tema «decoro» degli altri chioschi che operano lungo via Roma. «Sono strutture obsolete - ha detto il commissario - che vanno riqualificate nell'immagine - Non ci dimentichiamo che siamo a Pompei».