È quanto accaduto ieri sera nel centro storico di Pozzuoli, quando intorno alle 18,30 la pressoché totalità degli esercenti ha oscurato le proprie vetrine, lasciando il centro storico illuminato dalle sole luci pubbliche. È l'ennesima puntata della vertenza che vede contrapposti i commercianti del centro storico di Pozzuoli e l'amministrazione comunale, divisi sul destino che dovranno avere le circa 70 vetrine realizzate abusivamente (senza licenza e occupando abusivamente parte di suolo pubblico) nel corso degli anni nel cuore della città. Da un lato ci sono i rappresentanti di categoria dei commercianti che chiedono una sanatoria per tutte le vetrine, senza alcuna eccezione. Dall'altro c'è il Comune che è disposto a salvare il salvabile, ma che ha fatto capire che la vicenda non potrà chiudersi senza sacrifici. Per questo, in un incontro svolto giovedì scorso con i rappresentanti di Ascom, Confesercenti e Casartigiani - cui hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Pasquale Giacobbe e gli assessori al commercio e all'urbanistica, Paolo Tozzi e Francesco Maione - l'amministrazione ha calato sul tavolo la sua proposta. Questa è rappresentata da un atto legale (definito "atto di sottomissione") con cui si chiede ai commercianti di impegnarsi a eseguire il ripristino dello stato dei luoghi in quei casi di vetrine abusive che non potranno essere salvate. «Si prevede - dice l'assessore al commercio, Paolo Tozzi - che, nell'ambito del nuovo piano commerciale urbano, si metta mano anche al nuovo piano vetrine, in cui affrontare anche la questione del centro storico».