REGGIO CALABRIA. Portare uno dei due Bronzi di Riace ad Atene in occasione delle Olimpiadi? La proposta del ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, provoca pareri discordanti, ma non suscita in Calabria, ed a Reggio in particolare, le tante reazioni negative che aveva determinato l'idea di «donare» i Bronzi per utilizzare proprie le riproduzioni al fine di promuovere l'immagine del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. C'è chi come il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Pietro Fuda, ad Atene, «ma non soltanto nella capitale greca ed ovunque le chiedessero», manderebbe non soltanto il bronzo «giovane», come ha proposto il ministro Urbani, ma entrambe le statue «perché - dice - sarebbe un' operazione eccezionale per rilanciare l'immagine di Reggio e dell'intera Calabria». E chi come la soprintendente archeologica della Calabria, Elena Lattanzi, vede col fumo negli occhi un'ipotesi del genere parlando di «problemi tecnici assolutamente insuperabili». «La proposta del ministro Urbani -aggiunge Elena Lattanzi - ci ha colto di sorpresa. Come Soprintendenza non possiamo che ribadire quanto l'Istituto centrale per il restauro, già dal '95, ci ha detto e scritto. E cioè che i Bronzi, il "giovane" o il "vecchio" che sia, non possono viaggiare, pur con tutte le precauzioni possibili, perché sono estremamente fragili ed anche per la presenza di minuscole lesioni interne. Ma c'è un altro aspetto che rende impraticabile l'ipotesi di uno spostamento dei Bronzi: le statue non possono essere ospitate in un ambiente che non abbia le stesse condizioni climatiche che sono state create nel Museo nazionale di Reggio Calabria grazie ad un costosissimo impianto di aerazione che quanto prima, peraltro, verrà sostituito con un altro ancora più raffinato. La temperatura ed il grado di umidità costanti dell'ambiente in cui "vivono" i Bronzi sono studiate con criteri scientifici. E né ad Atene, né altrove, potrebbe essere creato da un giorno all'altro un impianto dello stesso tipo. Per esporre i Bronzi non basta allestire una semplice vetrina, ma serve un ambiente studiato scientificamente. L'unico modo per fare vedere al mondo, per così dire, i Bronzi, sarebbe quello di realizzare delle copie, ma il progetto che la Regione aveva avviato in questo senso si è arenato di fronte alla vera e propria sollevazione per motivi politici e campanilistici che l'idea ha suscitato a Reggio Calabria». E se il Governo decidesse d'autorità di mandare una delle due statue ad Atene? «Nessuno in teoria potrebbe impedirglielo - dice il Soprintendente - ma dovrebbe assumersi tutte le responsabilità di una decisione di questo tipo». Assume una posizione neutrale, invece, il governatore della Calabria, Giuseppe Chiaravallotti. «La Regione - dice - non ha la pretesa d'interferire su questioni che sono di competenza esclusiva del ministero. Il nostro unico interesse è che non venga messa a rischio l'incolumità dei Bronzi. Per il resto siamo assolutamente rispettosi delle competenze del ministro e del governo e non ci arroghiamo diritti che non ci appartengono. Faccia dunque il ministero in piena autonomia le sue scelte. Certo, se si fosse seguita la strada della duplicazione, iniziativa compromissoria ma assolutamente esatta, nobile, generosa ed intelligente, il problema oggi non si sarebbe posto». D' accordo, «in linea di massima», sulla «missione» di uno dei Bronzi ad Atene si dice il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti. «Il problema, però - sostiene il Sindaco - va oltre il semplice invio di uno dei Bronzi nella capitale greca. Il tutto, infatti, si deve collegare ad un discorso che sia realmente utile e vantaggioso per la città di Reggio Calabria, che deve essere posta al centro di questo progetto. Gradiremmo, dunque, in primo luogo incontrare il ministro Urbani per discutere dell'iniziativa in modo da poterla eventualmente condividere. La decisioni calate dall'alto, in una materia come questa, non avrebbero senso e sono dunque assolutamente da scongiurare. Attorno alla proposta di Urbani, dunque, si può ragionare, ma occorre avviare un confronto ed un dialogo con e nella città per consentirle di svolgere il ruolo di protagonista che merita e le compete».