Ci si potrebbe scriver su un romanzo ma si fa sempre più concreto il rischio d'arrivare all'ultimo capitolo senza l'«happy end». Sono i fatti a parlare per il castello di Belforte, biglietto da visita un po' sbiadito per quanti entrano in città dall'omonimo viale e protagonista appena qualche giorno fa di un crollo che ha messo in allarme i residenti in zona. E non solo. «Le condizioni del castello di Belforte destano sempre più preoccupazione dal punto di vista statico ma soprattutto desta ancor più preoccupazione l'incapacità (o più appropriatamente, la non volontà) politica di risolvere una problematica strutturale che riguarda tutti i varesini interessando la storia del territorio in cui abitiamo e operiamo» denuncia il presidente dell'associazione «Amici della Terra» in una lettera indirizzata al sindaco e agli assessori Fabio Binelli (urbanistica) e Gladiseo Zagatto (lavori pubblici). FACCIAMO UN MUSEO «Abbiamo ragione di credere - continua Arturo Bortoluzzi - che questi possono trovarsi nell'incertezza sulla destinazione e nella penuria di soldi necessari sia al restauro che al mantenimento di una struttura in ambito pubblico». Inevitabile l'interrogativo a Palazzo Estense: «Perché il comune di Varese non ha promosso una azione legale per acquisire anche la quota di minoranza il castello? Perché non ha utilizzato tutte le armi a sua disposizione?». Eppure, ricorda, «avevamo sollecitato il Comune a chiedere il risarcimento dei soldi spesi ovvero a far valere delle norme regolamentari che impediscono ai privati di conservare in ambito comunale degli immobili in condizioni di disordine». A denuncia s'aggiunge denuncia: «Le condizioni deteriori del castello di Belforte vanno a braccetto con quelle dei reperti della storia risorgimentale cittadina che erano ospitate a Villa Mirabello» rimarca Bortoluzzi, che suggerisce l'ipotesi di trasformare l'immobile in un «museo risorgimentale almeno di rilevanza regionale e di studio sulla storia del territorio e anche sull'epopea degli industriali e mecenati varesini, museo che potrebbe essere rivolto a questo scopo allo studio del liberty locale, delle ville varesine, del sistema dei trasporti locali, delle arti varesine, ecc». E i fondi? BANDI «AD HOC» Il suggerimento di sfruttare bandi europei e regionali trova pieno conforto nell'azione condotta proprio in questi giorni dal vicesindaco forzista Giorgio De Wolf, che spiega: «Il castello di Belforte deve essere recuperato e, proprio in questi giorni, mi sto attivando per attingere ad opportuni finanziamenti». Ci sono bandi regionali e della Fondazione Cariplo che potrebbero fare al caso di Varese. E Varese, stavolta, parteciperà.