Ma oggi Ernani dimissionario incontra Alemanno Da Gagliani Caputo al sovrintendente della Fenice a quello di Cagliari Il destino del Teatro dellOpera si decide oggi, alle 11 nello studio del sindaco in Campidoglio. Francesco Ernani, sovrintendente del teatro lirico capitolino sarà ricevuto da Gianni Alemanno: «Ci vediamo per fare una comune valutazione della situazione e per ogni opportuno chiarimento in merito al bilancio di previsione del 2009» spiega lo stesso Ernani, che aggiunge: «Non esistono ammanchi ma cè un deficit previsionale parziale dovuto alle somme cancellate dal Fondo Unico per lo Spettacolo dallultima Finanziaria. Comunque la poltrona è a disposizione di chi la vuole occupare». Il problema sarebbe un "buco" tra gli 8 e gli 11 milioni di euro per lanno in corso, attribuibili - secondo il sovrintendente - al Fus che ha falcidiato i finanziamenti e che nei giorni scorsi ha provocato un incidente "diplomatico": Alemanno ha infatti "dimissionato" Ernani il quale ha invece precisato di aver rimesso il mandato nelle mani del Cda «perché era venuto meno il rapporto di fiducia». Ma che il cambiamento è nellaria lo conferma la lista di nomi "alternativi" che già circola con insistenza. Primo tra tutti quello di Vincenzo Gagliani Caputo, storico segretario generale del Comune, vicepresidente dellOpera che rappresenta in qualche modo la continuità, lattuale commissario straordinario del Carlo Felice di Genova Giuseppe Ferrazza, il sovrintendente della Fenice di Venezia Giampaolo Vianello e quello del Lirico di Cagliari, Maurizio Pietrantonio. A margine cè anche Enrico Castiglione, tra gli altri meriti, direttore artistico dei Concerti del Giubileo del 2000 . E se Alemanno si aspetta «una disponibilità a fare un passo indietro per il bene delle istituzioni», sono parecchie le voci che si levano in difesa di Francesco Ernani. Da Zeffirelli «E un rompiscatole proprio per quanto riguarda i costi» dice il regista «il povero Alemanno è mal consigliato», allassessore alla cultura della Regione Giulia Rodano. Massimo Di Franco, sindacalista della Fials parla di «colpo a ciel sereno perché in dieci anni di gestione Ernani non ci sono stati conflitti interni. Abbiamo avuto due passivi dovuti alle Finanziarie» sostiene «poi siamo stati in attivo. Ernani è un amministratore molto serio, ha tagliato i cachet ai cantanti più accaniti, lesina 80 euro alle costumiste... Peccato che Alemanno oggi non ci abbia convocati insieme al sovrintendente. Nella riunione di lunedì ha parlato di nuovo piano industriale per lOpera. Se però non ci sono progetti di rilancio, se non cè chiarezza e loccupazione non è salvaguardata siamo pronti ad occupare il teatro». Per il Ministero dei Beni culturali, sollecitato dal senatore del Pd Vincenzo Vita, risponde il sottosegretario Francesco Giro: «SullOpera non mi sembra che si debba sollevare un caso che non cè», mentre Federico Mollicone presidente della Commissione Cultura se la prende con il cartellone del direttore artistico Nicola Sani. E che non basterebbe un ripristino del Fus per salvare lOpera lo afferma Umberto Croppi, assessore capitolino alla Cultura: «Se anche il contributo dello Stato fosse riportato ai livelli del 2008, si registrerebbe un fabbisogno ulteriore valutabile in non meno di 5 milioni di euro».
ROMA - Caos Teatro dellOpera 4 nomi per la successione
Oggi si svolge una riunione al Campidoglio per discutere il futuro del Teatro dell'Opera di Cagliari. Francesco Ernani, sovrintendente del teatro, sarà ricevuto dal sindaco Gianni Alemanno per discutere della situazione finanziaria del teatro. Ernani spiega che il teatro ha un deficit previsionale di 8-11 milioni di euro a causa della cancellazione di somme dal Fondo Unico per lo Spettacolo. Il problema è che il teatro non ha un amministratore stabile e il sindaco Alemanno ha "dimissionato" Ernani. Ci sono diverse liste di nomi alternativi per il sovrintendente, tra cui Vincenzo Gagliani Caputo, Giuseppe Ferrazza e Maurizio Pietrantonio.
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