I Bronzi di Riace al G8! L'ex organizzatore di panini con hamburger e formaggio fuso, il ferrarese Mario Resca, ora supermanager dei gloriosi musei italiani, ha avuto la sua prima grande idea. Non conosciamo il parere di Sgarbi, suo consulente e concittadino, ma il Ministro Bondi l'ha subito appoggiata. Ora anche Pino Arlacchi si schiera a favore. L'idea apparentemente potrebbe funzionare: i grandi del mondo, le statue più importanti delle collezioni museali italiane, la suspence televisiva del trasporto dei guerrieri di bronzo della metà del V secolo a.C. con redditizie inserzioni pubblicitarie di compagnie di trasporto e detersivi, lustro mediatico all'evento. La loro allocazione sulla luccicante supernave del G8 del consocio CAI Gian Luigi Aponte, con qualche barzelletta oscena del patetico Berlusconi, che vediamo già ammiccare, eccitato al solo pensiero di raccontarla. Non vi è dubbio che la scelta di portare i Bronzi di Riace sia tipica di una visione antiquaria e spettacolare dell'archeologia: conta l'effetto, la bellezza, il pregio, la rarità. E qua l'effettaccio, grazie all'infinita bellezza dei due eroi in bronzo, sarebbe assicurato. Anche se probabilmente Sarkozy non penserebbe mai di portare la Gioconda di Leonardo in qualche convegno mondiale ospitato in Francia. Al massimo potrebbe organizzare il G8 al Louvre, e certamente esporre all'ammirazione dei grandi, senza barzellette, un'opera francese Colpisce, per l'appunto, un altro fatto, che dimostra come il sardismo del Partito delle Libertà non sia troppo radicato: la sede è in Sardegna, ma non si è pensato certo alla possibile esposizione di qualche 'tesoro' della nostra storia, bensì a quelli peraltro solo museograficamente italiani di un territorio illustre ma lontano come quello della Grecia. Riserve provinciali di fronte all'universalità dell'arte? Capovolgiamo il quesito: se il G8 si fosse svolto a Patrasso, o ad Atene, avrebbero portato qualcosa dalla Sardegna o dall'Etruria? La bellezza difficilmente sarebbe la stessa, si potrebbe ancora replicare: ed è vero, le statue trovate nel mare calabrese di Riace, opera di Ageladas, maestro di Fidia, e di Alcamene, sono di una bellezza sconvolgente; ma se è questo il criterio prevalente, allora siamo all'antiquaria, all'arredo tronfio e spocchioso, alla mania di grandezza. Se ci fosse stato il rispetto e la considerazione del territorio ospite, si sarebbe anche potuto pensare di proporre manufatti sardi di sicuro rilievo e valore comunicativo, come ad esempio le statue nuragiche di Monti Prama. Forse e senza considerare che anche in questo caso si porrebbero seri problemi di rischio e conservazione sia legati al restauro in corso sia al trasporto ci vuole troppa cultura per essere orgogliosi di un messaggio 'barbarico e anticlassico', sentirlo parte della comunità nazionale. Anche queste scelte e queste logiche, in fondo, dimostrano l'assurdità del G8, il suo morboso bisogno di consenso, ad ogni costo e ad ogni rischio, l'inadeguatezza culturale della nostra classe di governo, dei suoi ministri e dei suoi managers. E trovo non accettabile un pronunciamento autorevole come quello di Pino Arlacchi, che mi sembra viziato da una visione questa sì localistica: a rigore, perché usare il G8 in Sardegna per il rilancio di quel Museo della Magna Grecia (certamente importantissimo) che la classe politica non è riuscita a rinnovare in quarant'anni? E' davvero la questione irrisolta più importante? E su quali criteri tale importanza, non solo strettamente archeologica ma di politica culturale e sociale, dovrebbe prevalere rispetto ad altre? Se comunque non siete d'accordo con questa possibile dimensione sarda (peraltro non condivido il G8 e la sua stessa esistenza) e la fissità degli occhi dei guerrieri nuragici vi sembra inquietante e troppo enigmatica, ci sarebbe un'altra soluzione, bella e rassicurante, che riporterebbe alla grecità. Visto che stiamo parlando di statue greche di bronzo trovate in Italia, perché il ministro Bondi non chiede ad Obama di intervenire presso il Paul Getty Museum e portare a La Maddalena lo splendido 'Atleta' attribuito a Lisippo, scoperto nel 1964 nel mare di Fano, abusivamente e illegalmente sparito dall'Italia? Potremmo ammirarlo, rendere planetaria la sua bellezza e l'abuso della sua collocazione in America, e magari farlo ritornare nella sede legittima del suo rinvenimento.