Il clamore destato dal restauro del David finito addirittura sulle pagine del New York Times scatenando polemiche e dibattiti tra fior di critici ed esperti del settore, non è bastato a migliorare la situazione dei musei fiorentini. Il bilancio del 2003 non lascia margini a facili ottimismi: i musei cittadini statali e comunali perdono visitatori per il 3.9 registrando un totale di presenze che non supera le 8.351.614. Confermando una tendenza negativa iniziata all'indomani dell'attacco alle Torri gemelle di New York l'11 settembre 2001. Tengono al solito gli Uffizi che registrano un aumento di visitatori dello 0.5, ma si tratta dawero dell'unica eccezione in un quadro complessivo decisamente desolante. «Continua la congiuntura negativa - spiega il soprintendente al Polo museale fiorentino Antonio Paolucci -ma si spiega facilmente con le turbolenze internazionali, gli attacchi terroristici nel mondo e in generale con una situazione di insicurezza e di instabilità internazionale che si riflette anche nel patrimonio artistico». Perde più dell' 11 di presenze la Galleria Palatina che da 416.699 visitatori nel 2002 passa a 369.896 nel 2003, registrano sempre una flessione dell'11 anche le Cappelle medicee che si attestano sui 344.149 visitatori rispetto ai 386.847 del 2002. La storia si ripete per il museo na- zionale del Bargello, che subisce una flessione del 9.6 con 180.385 presenze contro le 199.628 del 2002, e non cambia per il giardino di Boboli che con il museo degli Argenti cala addirittura del 23.4 con 706.237 visitatori rispetto ai 919.218 del 2002. A parte la flessione contenuta della Galleria dell'Accademia, l'l.l, per il resto sono numeri che non lasciano tranquilli. «Il calo c'è e si verifica anche nei bookshop dove si vendono guide e cartoline - precisa Paolucci - con una flessione che oscilla tra il 6 e l'8. La gente spende meno, così se è più difficile rinunciare agli Uffizi, diventa più facile non andare a Palazzo Pitti o al Bargello.e ci rimettono le collezioni cosiddette minori». La situazione non migliora nei musei comunali dove, ad eccezione del museo dei ragazzi in crescita del 4.1 e della Cappella Brancacci che registra una flessione minima dello 0.8, il calo dei visitatori rimane una realtà sconcertante ad ampio raggio. A Palazzo Vecchio dove, con una flessione del 17.3, i visitatori calano da 378.468 nel 2002 a 313.000 nel 2003, al museo di Santa Maria Novella con 47.919 presenze rispetto alle 54.071 del 2002 diminuendo dell'11.4, a Firenze com'era che registra un calo del 6.7. Le spiegazioni sono varie e non possono prescindere dalla situazione internazionale. «È in atto una riduzione della spesa e una contrazione del turismo -continua Paolucci - sono rari gli americani, cominciano a farsi rari i giapponesi, diventano più numerosi gli italiani e gli europei che preferiscono i viaggi domestici a quelli a lungo raggio». Una situazione che sembra destinata a rimanere invariabile anche durante le vacanze pasquali. «Credo che la Pasqua sarà sotto il segno degli italiani e dei francesi», conferma Paolucci. Per rilanciare la situazione al momento non resta che puntare su mostre evento, come quella in corso su Botticelli a Palazzo Strozzi. «La mostra di Botticelli sta andando molto bene - racconta Paolucci - e in parte riuscirà a tamponare il fenomeno, ma dubito che riuscirà a rovesciarlo». Certo, una mostra da sola è insufficiente a ribaltare una situazione così negativa. Infatti nei prossimi giorni ne saranno inaugurate più d'una. «C'è anche quella su Bindo Altoviti al Bargello - conclude Paolucci - domani viene inaugurata la mostra sui vetri romani antichi a Palazzo Pitti, a fine aprile ce ne sarà una sui pittori preraffaelliti agli Uffizi, e a maggio tornerà il David restaurato, come dire il menù è ricchissimo però il cavallo non beve».