Non se lo domanda nemmeno lassessore Carlo Masseroli che, come un disco rotto, ci invita a scommettere su di un grandioso futuro urbanistico, tutto giocato tra pubblico e privato: una sorta di allibratore in cerca di puntate e che non si è accorto della morte dei suoi cavalli. Le uniche parole importanti sono quelle del presidente della Provincia Filippo Penati, di Onorio Rosati della Camera del Lavoro e di Sergio Chiamparino sindaco di Torino. Penati: «LExpo è una manifestazione decotta»; Rosati: «Le ore di cassa integrazione degli edili sono aumentate del mille per cento e loccupazione è calata del 30». Il discorso di Penati non fa una grinza: il Bie rispecchia una concezione della comunicazione datata, prima dellavvento delle-comunication. Come dire "ormai comunque ci siamo dentro e ci tocca ballare, cerchiamo di farlo dignitosamente". Rosati legge la crisi: «Non basta un meccanismo anticiclico, ci vuole qualcosa che serva subito, qui, adesso». Come dire che i famosi settantamila occupati per merito dellExpo arriveranno troppo tardi rispetto ai 250mila esuberi previsti ora in Lombardia. Il sindaco Chiamparino ci dice: «Uno dei risultati migliori per Torino è laver ritrovato lorgoglio cittadino e aver visto la macchina comunale dare prova di grande capacità». A Milano - in attesa di capire qual è stato lesito della cena di Arcore - la macchina comunale, quel che ne resta dopo anni di disattenzione, sarà scavalcata come sempre da governo nazionale, società di gestione e consulenti. Gli altri interventi della giornata sono nel solco della tradizione, recriminazioni sul passato: tra case popolari - pardon: housing sociale - trattate da ricercatori in guanti gialli e il verde solo evocato, tra molti architetti che parlano da sociologi e qualche sociologo che parla da sociologo genere "fotofinish". Pochi e timidi i richiami al tema dellExpo salvo Carlo Petrini, saggio e garbato come sempre, che era in video, beato lui; in video anche DAlema, colto al bar su uno sfondo di bottiglie di classe, che ci ha trattati come fa sempre: un maestro che ammannisce il suo sapere ad allievi un po cocciuti. Nessuno ha scaldato gli animi, nessuno ha lanciato il cuore oltre lostacolo, nessuno ha cercato di coinvolgere la città nella speranza del progresso e del successo. Alla prossima, animo! Post scriptum. Volontari: chi lavora gratis per la causa. La Moratti ne vuole 36mila per lExpo. Li troverà, basta dare lesempio: consiglieri e consulenti gratis, almeno quelli che hanno altri (alti!) redditi o compensi, magari in aziende pubbliche o controllate. Si accontentino della gloria e del nome in ditta. I 36mila non avranno nemmeno quello.
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Il testo descrive un articolo di giornale che discute l'Expo di Milano e le sue conseguenze economiche e sociali. L'assessore Carlo Masseroli sostiene che l'Expo è una manifestazione decotta e che il governo non ha capito la crisi. Il presidente della Provincia Filippo Penati afferma che l'Expo è una manifestazione decotta e che il governo non ha capito la crisi. Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino afferma che l'Expo ha ritrovato l'orgoglio cittadino e che la macchina comunale ha dimostrato grande capacità. Il testo anche menziona la presenza di alcuni esperti, come Carlo Petrini e DAlema, che hanno parlato di Expo.
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