Alemanno «C'è un buco da 8 milioni di euro, serve un piano di rilancio. Troveremo nuove risorse» Entro mercoledì è atteso il successore che aprirà un confronto con le rappresentanze sindacali La notizia era nell'aria già da qualche giorno, eppure le dimissioni di Francesco Ernani, il «Sovrintendente galantuomo» capace di portare per anni miracolosamente a pareggio i bilanci del Teatro di Piazza Beniamino Gigli, fanno molto scalpore. Ernani infatti costituiva per il Teatro e la sua gestione un elemento di sicurezza e di garanzia, di trasparenza e di correttezza amministrativa. Il buco in bilancio di otto milioni di euro imputato alla sua gestione deriva infatti in realtà dai tagli decisi nelle sovvenzioni ministeriali e non è dunque ascrivibili al suo operato. Le dimissioni sono giunte alla fine dell'incontro tra i rappresentanti sindacali dell' Ente lirico capitolino e Gianni Alemanno: «Avremo un confronto domani - ha poi annunciato il sindaco - per perfezionare le dimissioni e poter nominare un nuovo sovrintendente». E riferendo sull'incontro con le organizzazioni sindacali il sindaco ha riferito di aver contestato alle rappresentanze dei lavoratori «uno squilibrio di bilancio molto grave che non può essere compensato integralmente con nuove risorse comunali. Per cui si rende necessario un piano di rilancio che parta da un ridimensionamento dei costi» dichiarandosi altresì disponibile a contattare nuovi sponsor per reperire ulteriori risorse per ripianare gli otto milioni in questione. «Non c'è alcuna volontà di ridimensionamento - ha poi chiarito Alemanno - noi vogliamo che l'Ente rimanga una stella di prima grandezza nella lirica italiana, ma bisogna fare in modo che il bilancio sia compatibile con quello comunale». La nomina del nuovo sovrintendente (dunque non un commissario come si era pensato qualche giorno addietro) dovrebbe quindi essere questione di giorni se non di ore. Nel piano di rilancio «c'è tutta la volontà di coinvolgere tutti i lavoratori del Teatro dell'Opera che consideriamo una risorsa molto importante», ha concluso Alemanno. La sorpresa e lo stupore nel mondo della lirica romano è grande e ingenera qualche dubbio di troppo. Si sa infatti che l'operato di Ernani non è stato solo sempre irreprensibile, ma anche costantemente improntato al bene del teatro capitolino, cui ha sacrificato molta della sua operosità. Anzi con la sua gestione l'Opera mai come prima era stata additata a modello, laddove altrove i Teatri chiudevano con gravi deficit di bilancio. Strano che non appaia chiaro a tutti che il taglio del FUS (Fondo Unico dello Spettacolo elargito dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali) sia venuto solo dopo che la programmazione artistica del teatro era già avviata - come dire col treno in piena corsa - e cha bastava un ridimensionamento della medesima per rientrare nell'alveo della convenienza amministrativa. Qualcuno sospetta infatti che il «casus belli» sia pretestuoso e miri semplicemente al cambiamento del timoniere del Teatro tout court. Cosa che avrebbe potuto avvenire in maniera più indolore e meno traumatica alla scadenza del mandato di Ernani il prossimo anno. Ernani, come sempre preponendo l'interesse del Teatro al suo, signorilmente si è fatto indietro rimettendo il suo incarico nelle mani del Sindaco. Ma a questo punto queste dimissioni potrebbero scatenare un effetto a catena in altri teatri, ingenerando confusione e malessere diffuso.
ROMA . Opera - Il sovrintendente Ernani si è dimesso
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha annunciato le dimissioni del sovrintendente del Teatro di Piazza Beniamino Gigli, Francesco Ernani, a seguito di un buco di 8 milioni di euro nel bilancio. Ernani era stato criticato per aver causato il buco con tagli nelle sovvenzioni ministeriali, ma il sindaco sostiene che il problema sia più grave e che si rende necessario un piano di rilancio. Alemanno ha affermato di voler coinvolgere tutti i lavoratori del Teatro e di cercare nuove risorse per ripianare il buco. La nomina del nuovo sovrintendente dovrebbe essere decisa entro poche ore.
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