«Bacoli è come Napoli: immobile. Finché non abbandoneremo la retorica di un territorio ricco di storia e archeologia non faremo un passo avanti. I Campi Flegrei sono devastati. Bisogna partire da una bonifica e da un disegno di organizzazione di società, politica ed economia, facendo dell'opzione turistica il punto fermo di un progetto». È l'analisi di un territorio che, al pari del capoluogo campano e di tutto il Mezzogiorno, «brucia regimi e governanti, attraversa secoli e millenni ma resta storicamente immobile». In 256 pagine «Napoli siccome immobile» (Edizioni Guida), il libro-inchiesta del giornalista Claudio Scamardella e del filosofo Aldo Masullo analizza il sostrato storico-politico e sociale di Napoli e non. Il testo, grazie alle associazioni culturali «Il salotto Letterario» e «Amici di Miseno», è stato oggetto di un confronto con i lettori all'Hotel Club Cala Moresca di Capo Miseno sabato sera. Accanto a Claudio Scamardella c'erano lo scrittore Michele Sovente, e l'ex assessore del Comune di Bacoli Renzo Geronazzo. Ha coordinato gli interventi il giovane editore de Il Punto di Partenza Marco Scamardella, che ha catalizzato l'attenzione sui Campi Flegrei come culla della civiltà. «Il nostro territorio è ricco di cultura e beni monumentali, ma sono lettera morta cui la responsabilità civile non ha dato luce - ha sottolineato Sovente - Avere un rapporto con la cultura significa farne linfa vitale sin dalla scuola affinché queste tracce lascino un marchio per rapportarsi al mondo».