Resta in piedi lipotesi di un commissario per la gestione e la programmazione Ma Roma risponde allo strappo "Non potete fare tutto da soli" Sul sito napoli.repubblica.it la mappa interattiva dellevento Una telenovela. Ma il lieto fine non cè, e tutto lascia pensare che non arriverà. Dopo lo "schiaffo" dellallora ministro Francesco Rutelli, che esattamente un anno fa sottrasse al Forum delle Culture 2013 sia lo status di "grande evento" che i relativi 150 milioni, il governo Berlusconi non ha colmato quel vuoto. E il grado reale di collaborazione tra Napoli e Roma è tal punto astratto che ieri lassessore Nicola Oddati alzava le mani: «Lo status di grande evento? Non labbiamo chiesto. Laria di crisi che spira nei conti pubblici non lascia sperare. E da oggi noi siamo titolari giuridicamente dellevento: individuati come entità organizzativa. Ma se Roma intendesse collaborare certo ne saremmo felici». Collaborare. Non dettare la linea. Tantomeno inviare un "commissario". Invece. Le cose, viste da Roma, sono rovesciate. «Vorrebbero un aiuto e poi dirigere loro tutta lorchestra?». Ipotesi numero uno, raccontata da Napoli: «Manderanno limmancabile Guido Bertolaso come commissario del Forum e un intoccabile Artista Napoletano, sempre deciso a Roma». Ipotesi numero due: «Attenderanno ancora. E quando al Comune sarà cambiata lamministrazione, invieranno i loro uomini con nuova cabina di regìa». La polemica è sotterranea, ma cè. Tesa. E pensare che per un affiancamento romano non invasivo, allinizio sembrava disponibile lo stesso ministro per i Beni culturali Sandro Bondi. «Il Forum è un evento interessante, ne ho parlato con Bassolino», mormorava lui cortese, a novembre, sul sagrato di Pompei, a ridosso della visita del Papa. Poi ci si è messo lo zampino del sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti, già veterano dc. «Volete il grande evento? Napoli faccia una proposta, ma non potete pensare di gestire in autonomia voi», avrebbe suggerito. Intorno, continuava lopera di mediazione tra il plenipotenziario di Palazzo Chigi Gianni Letta e il governatore. Intanto cè una Napoli che già protesta, quella dei docenti e degli urbanisti. Individuano infatti un possibile «commissariamento del Forum», quindi un «autoritarismo» destinato a «fallimento», i firmatari di una lettera inviata ieri con tempismo ai giornali. Si tratta di personalità di spicco: Eduardo Benassai, Gianni de Medici, Benedetto Gravagnuolo, Aldo Loris Rossi e Giulio Pane. Gli fa da eco Paolo Russo, parlamentare e commissario di Fi-Pdl a Napoli. «Non sono bastati scandali, arresti e conflitti di interesse per convincere il sindaco a trasformare la sagra paesana, che con Oddati sta immaginando, in grande evento?». Quindi, «se la Iervolino vuole davvero che il Forum diventi un evento nazionale - conclude Russo - riponga le armi della gestione clientelare. E Berlusconi indicherà un commissario di alto profilo». Sul sito napoli.repubblica.it, la mappa interattiva dei luoghi dellevento. (co.sa.)
NAPOLI - Forum delle Culture 2013 - Resta in piedi lipotesi di un commissario per la gestione e la programmazione
Il governo Berlusconi non ha colmato il vuoto lasciato dal ministro Francesco Rutelli dopo aver sottratto al Forum delle Culture 2013 lo status di "grande evento" e i relativi 150 milioni. La città di Napoli si sente abbandonata e vuole collaborare con Roma, ma il governo romano vorrebbe un commissario per gestire l'evento. La città di Napoli ha proposto di mandare un commissario, ma il governo romano non è disposto a collaborare. La polemica è sotterranea, ma cè. La città di Napoli ha già protestato e ha inviato una lettera ai giornali con firmatari di spicco, chiedendo di non essere gestita in autonomia.
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