La bicicletta condivide la scena con la conchiglia e magari ci si mette su anche un bel cappello. La colonna sonora è garantita da fisarmoniche o fischietti, meglio se di terracotta. E mai dire mai alla tradizione: da Raffaello a Crivelli all'arte non si rinuncia. Sarà per tutta questa biodiversità messa in mostra che nelle Marche si viaggia in controtendenza: incassi e visitatori non tradiscono aspettative e percentuali. I musei perdono appeal, secondo le fredde statistiche elaborate e ordinate dal Mibac (tradotto: ministero per i Beni e le Attività culturali), ma non qui. Dal gruppo che perde pezzi e attrattività le Marche, infatti, si chiamano fuori: i visitatori nel 2008 (gli ultimi dati disponibili) sono aumentati del 2,7 con un incremento degli introiti pari al 5,8. Brutta storia nelle altre regioni del Centro-nord: nei primi otto mesi dell'anno i visitatori sono stati meno di 5,2 milioni contro i quasi 5,5 milioni dello stesso periodo del 2007 con una contrazione pari al 5,7 (-3,7 è il dato nazionale). Nel borsino, tranne le Marche, finiscono tutti giù, con la Toscana che perde il suo antico fascino (-7) e guida la lista nera. Torniamo a viaggiare in controtendenza, perché il made in Marche è anche un tesoro di cultura. Un patrimonio da contare: nel 2008, sempre secondo il Mibac, tra musei e monumenti, si sono contati 367.454 ingressi, l'anno precedente si viaggiava alla velocità di 357.909 entrate. Una partita che tradotta in introiti netti significa 464.865 euro, ovvero un 5,78 in più rispetto al 2007. Ed è la Rocca demaniale di Gradara a far da portabandiera nell'elenco dei siti più gettonati, con un 7,8 di visitatori e un 17,3 di introiti. Segue la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino che mette a segno un 5,5. Non spostiamoci dalla Città Ideale e dal segno più: ammirando il Palazzo Ducale si viaggia su un sempre confortante 4,4. Un dato che, secondo l'amministrazione comunale feltresca, "lascia ben sperare anche per il 2009, quando il Palazzo ospiterà la grande mostra dedicata a Raffaello Sanzio". E se possedere il più grande patrimonio culturale del mondo non basta più per attirare turisti, il sindaco di Urbino, Franco Corbucci, non si arrende e ritocca la funzione dei territori: è necessario che mettano in rete le loro offerte culturali, agroalimentari, ambientali e l'accoglienza. La mostra di Raffaello del 2009 è il teorema portante: "E' frutto - va con l'enunciazione Corbucci - di questa strategia di collaborazioni estese e di seria programmazione". Il fascino dei numeri. Sul fronte che resiste e fa della cultura un segno di attrattività si contano 400 musei, quindici dei quali sono al capitolo "strutture nazionali". E per non mollare la presa la Regione Marche nel 2008 ha stanziato 900 mila euro per le politiche di valorizzazione. L'assessore regionale ad hoc, Vittoriano Solazzi, mette in mostra numeri e percentuali: "Siamo la terra con il più alto rapporto tra musei e abitanti". E ancora: "Abbiamo 315 biblioteche che custodiscono oltre quattro milioni di libri: c'è quelle antichissima dell'eremo di Fonte Avellena, quella preziosa di Palazzo Leopardi a Recanati". Nel conto della soddisfazione si insinuano anche i 71 teatri storici: "Siamo un museo diffuso", per Solazzi la realtà supera la proposta sui beni culturali, l'importanza di organizzarsi in rete. Sarà per tutta questa biodiversità .
MARCHE - Resiste bene il museo Marche
Le Marche hanno registrato un aumento del 2,7% dei visitatori nel 2008 rispetto all'anno precedente, con un incremento degli introiti pari al 5,8%. Questo è il solo risultato positivo tra le regioni del Centro-nord, che hanno registrato una contrazione dei visitatori del 5,7%. La Toscana è la regione che ha subito il maggior calo, con una perdita del 7% dei visitatori. Le Marche hanno registrato un aumento del 5,78% degli introiti netti, con un totale di 464.865 euro. La Rocca demaniale di Gradara è stata il sito più visitato, con un 7,8% di visitatori, seguito dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino con un 5,5%.
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