Una firma e laccordo è fatto. E' stata attivata ieri, in Palazzo Vecchio, la convenzione tra il Comune di Firenze e lOpificio delle Pietre Dure per avviare le indagini propedeutiche al progetto di restauro della statua del Nettuno in piazza della Signoria, comunemente nota come Il Biancone. Il costo delloperazione, che durerà un anno, è di circa 100mila euro che sono stati raccolti dal Comitato Promotore (cui aderiscono il Rotary Club Firenze e comitati di strada di via Tornabuoni, via Strozzi e via della Vigna Nuova) costituitosi in seguito alla rottura della mano della statua nel 2005, causata da un atto vandalico. Inaugurata il 10 dicembre 1565, la statua del Nettuno (e lannesso complesso dove una volta lacqua zampillava in ben 70 punti differenti) è sempre stata oggetto di vandalismi e di successivi, necessari restauri. Un esempio: è la terza volta che lopera viene sottoposta a un restauro negli ultimi 29 anni. Colpa dellinquinamento, si dice... ma una volta? Una volta non era così... «Complice» degli agenti atmosferici nel rovinare il Nettuno, è anche il Comune di Firenze. Proprio lente che, territorialmente, dovrebbe conservare e tutelare il bene. Un esempio? Per diversi anni il dirigente del Servizio Belle Arti (proprio del Comune), architetto Giuseppe Cini, si è lamentato che nel bilancio preventivo di spesa di Palazzo Vecchio, le risorse per il restauro della statua e della fontana venivano puntualmente cancellate. Secondo lassessore Giani questo adesso non accadrà più, ma se tra un anno, a fine indagini diagnostiche, non dovesse più essere assessore alla Cultura, chi potrà garantire la responsabile conservazione e tutela del bene? Dopo le amministrative del 7 giugno ne sapremo di più, quindi per ora «accontentiamoci» delle indagini diagnostiche, anche perché i soldi per un eventuale restauro - il cui costo potrebbe oscillare tra 1,2 e 1,5 milioni di euro - non ci sono e non vengono cercati. A parte questo, come detto, da oggi lopera dellAmmannati è un «osservato speciale». «Questo è il primo passo - ha detto Giani - perché dopo questa operazione verrà il vero e proprio lavoro di restauro: lobiettivo dellamministrazione comunale è raccogliere sponsorizzazioni private» a cui si aggiungeranno (quasi certamente) dei soldi pubblici per completare il recupero. Tra laltro, a una prima indagine visiva, è la parte posteriore della statua (le gambe e le figure attorcigliate alle caviglie del Nettuno) che paiono più compromesse. Tuttavia lintero complesso è in buone mani perché questa prima, delicata fase diagnostica vedrà protagonista un team composito. Vi prenderanno parte tecnici dellOpificio delle Pietre Dure, dellISTI-CNR, della soprintendenza archeologica toscana e di varie organizzazioni esperte in rilevazioni scientifiche. «Ci verrà affidata - ha sottolineato Bruno Santi, Soprintendente dellOpificio delle Pietre Dure - sia lanalisi della statua, sia la direzione scientifica». Le indagini inizieranno fra dieci giorni e serviranno per intervenire al meglio su un futuro restauro. Inoltre, perla prima volta, verranno effettuate indagini esterne ed interne, attraverso una delicata scansione con il georadar, per scoprire la presenza di microfratture e per capire comè fatta la statua al suo interno.