Un tesoro nascosto da secoli, un prezioso e antico affresco coperto dalle mura che, per gioco del caso, racchiudono il tesoro per antonomasia della Napoli sacra, quello di San Gennaro. Un anno fa l'inizio dei lavori nella cappella del santo patrono della città, la sorpresa di trovare un muro antico racchiuso tra le pareti più recenti. Un lavoro paziente che, in questi giorni, ha consentito di scorgere quello che era celato. All'interno del Duomo - in seguito all'inizio dei lavori alla cappella del tesoro di San Gennaro, resisi necessari per realizzare alcuni interventi di ristrutturazione complessiva nella cattedrale - stanno venendo alla luce affreschi di grande valore artistico di cui si ignorava assolutamente l'esistenza. «Sono ritrovamenti molto importanti che ci hanno lasciati a dir poco sorpresi - spiega monsignor Antonio Tredicini, delegato del cardinale Crescenzio Sepe per i Beni culturali della diocesi partenopea - Quando circa un anno fa, dietro i muri della cappella di San Gennaro, ci siamo accorti che poteva esserci qualcosa, abbiamo subito allertato la Sovrintendenza ai Beni culturali che si è interessata del caso in breve tempo». I lavori di restyling si sono fermati, infatti, per cominciare la difficile opera di recupero di questi affreschi, dei cui soggetti si intravedono soltanto i contorni. Di sicuro, appare con chiarezza il volto di una Madonna: il resto dell'opera è ancora tutto da decifrare. Motivo per cui la curiosità aumenta sempre di più, per i fedeli come per tutti gli amanti dell'arte in generale. Ignoti ancora l'autore (o gli autori) di questi autentici capolavori e la loro collocazione temporale. «Al momento - aggiunge lo stesso monsignor Tredicini - risulta difficile stabilire chi possano essere gli autori: non possiamo dire e fare nulla, tutto è rimesso nelle mani della Sovrintendenza come è giusto che sia: credo che passerà molto tempo prima di conoscere tutti i dettagli». Verosimilmente, il periodo a cui far risalire questi affreschi è individuabile tra la fine del 1300 e l'inizio del 1500. Ad avvalorare questa testi, in particolare, sono il disegno del volto della Madonna, il tipo di colori utilizzato e il punto della Cattedrale dove è stato rinvenuto l'affresco. La costruzione del Duomo, voluta da Carlo I d'Angiò, risale alla fine del 1200: danneggiata dai terremoti (in particolare quello del 1349, di metà 1600 e del 1732), la cattedrale è stata spesso restaurata e quindi presenta diverse sovrapposizioni di stili. Forse anche per queste ragioni, le opere che stanno venendo alla luce erano nascoste. Presto saranno patrimonio comune, per i napoletani e i tanti turisti che affollano il Duomo. Tesori che potranno essere mostrati al pubblico già dalla prossima primavera, magari in occasione della processione del patrono prevista il primo sabato di maggio.