Nuovo passo per battere la concorrenza Prime riunioni operative dopo che martedì 3 febbraio, ad Arenzano (Genova), si è tenuta la convention dei 5 parchi italiani aderenti alla Rete europea e mondiale dei GeoParchi e Geositi Unesco, alla presenza del coordinatore per la Rete europea, il greco Nickolas Zouros. È stata l'occasione per presentare i nove parchi e siti italiani che si apprestano a candidarsi ad entrare nella Rete: tra questi, anche il Parco Nazionale Tecnologico ed Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane, rappresentato in Liguria dal presidente Hubert Corsi e dal professor Giuseppe Protano, del Dipartimento di Scienze ambientali dell'Università di Siena, al quale il Parco ha affidato il compito di redigere il dossier, che ha svolto la relazione di presentazione. Si è trattato, in pratica, del primo passo ufficiale del Parco nel lungo e selettivo percorso verso la candidatura e l'ingresso nel network Unesco: un cammino impegnativo che vedrà solo 2 di questi parchi contendersi il prestigioso riconoscimento a metà settembre in Grecia, quando si riunirà la Commissione per valutare le domande d'iscrizione. Insomma, una sorta di "Coppa America", per usare una metafora sportiva, altamente selettiva. Tra l'altro, con l'appuntamento di Lesvos, i candidati saranno solo a metà strada, perché in quella sede sarà valutata "l'ammissibilità" della domanda: solo dopo la visita dei Commissari sul posto e in caso di relazione positiva ci sarà - nella primavera successiva - il riconoscimento ufficiale. Un cammino arduo, con tanto di "cartellino verde" (via libera"), "cartellino giallo" (giudizio sospeso con richiesta di chiarimenti), oppure "rosso" (domanda respinta: in quel caso devono passare due anni prima di poterla ripresentare). Tanto che, ha spiegato Kouros, solo un parco (quello dell'Adamello Brenta) ha centrato il bersaglio al primo colpo. Tra i parametri determinanti ai fini del punteggio (attraverso un questionario di 350 domande), sono contemplati le strategie per lo sviluppo sostenibile del territorio, la struttura organizzativa e di gestione (management), i progetti e i percorsi eco-turistici e le attività didattiche nel campo dell'educazione ambientale, oltre al patrimonio geologico in chiave di specificità e qualità scientifica, rarità, richiamo estetico e naturalistico. Solo possedendo questi requisiti, un Parco si potrà fregiare del titolo di GeoParco Unesco e immesso in una Rete che coinvolge in tutto il mondo oltre 80 milioni di visitatori l'anno. «Una prova ostica - ha commentato il Presidente Corsi - che affrontiamo con la serena consapevolezza delle difficoltà che si porranno davanti ma anche di avere delle buone chances grazie al lavoro svolto in questi anni. Ci vorrà il sostegno di tutti, istituzioni e popolazione, per cercare di centrare il traguardo».