E si prepara un incontro pubblico per rilanciare il dibattito con la città Leo: "Dopo questo successo governo, Regione e Comune non possono più tagliare i fondi" Un numero che oscilla fra le diecimila e le quindicimila firme. Al Museo del Cinema sono tremila i torinesi che hanno firmato lappello perché ci sia continuità nei finanziamenti alla cultura, mille e cinquecento firme soltanto al Teatro Ragazzi. Lo «spoglio» e la raccolta dei moduli non è ancora terminata, ma il day after di Innamorati della cultura apre alcuni interrogativi, in primo luogo la riflessione sul peso di quelle firme: funzioneranno da corna di ariete per convincere le amministrazioni e il governo che i fondi della cultura sarebbe opportuno non tagliarli, oppure sono pacchi che finiranno nei tanti appelli lanciati e poi dimenticati? Una festa o poco più? Graziano Melano del Teatro Ragazzi, trasformato in quartier generale della giornata culturale di San Valentino, per il momento è soddisfatto di come è andata. E spiega che le firme saranno presentate ai tre assessorati (Comune, Provincia e Regione) e al governo. La manifestazione avrà però anche un secondo momento pubblico: «Vogliamo organizzare allinizio della prossima settimana un incontro con i cittadini per comunicare il risultato delliniziativa e riaprire il dialogo sugli obiettivi che ci eravamo prefissi». Chi ha le idee chiare sul giorno successivo al C-day è il consigliere del Pdl ed ex-assessore alla cultura nella giunta Ghigo Giampiero Leo, che giovedì presenterà in commissione cultura un documento di appoggio alle ragioni della manifestazione e chiederà a consiglieri di firmare perché i tagli siano cancellati. E spiega: «Ho notato che in piazza Carignano i soli consiglieri regionali eravamo Luca Caramella ed io, quindi qualche preoccupazione è lecita. Che cosa faranno i morgandiani, cosa faranno i passoniani e anche altri esponenti del centrosinistra, appoggeranno la richiesta dei diecimila piemontesi che hanno firmato? Credo che sia arrivato il tempo di contarci». Nel documento ci sarà infatti la richiesta di un impegno ufficiale a votare il ripristino dei tagli. Dice Leo: «Checché ne dica Oliva i tagli in Regione sono stati di 15 milioni sul preventivo dellanno scorso, e di questi almeno quattro sono sui Beni culturali, il cui recupero è giudicato indispensabile dallo stesso Oliva e dalla direttrice regionale alla cultura Daniela Formento». Il medesimo invito sarà rivolto alle assemblee elettive di Comune e del Parlamento nazionale. Leo è molto soddisfatto dellatmosfera bipartisan sottolineata in piazza, ma torna a mettere laccento sullintervento del segretario regionale del Pd Morgando: «Da Innamorato dalla cultura e quindi un po sognatore sono oltremodo felice di comè andata. Ma essendo anche un politico, ho il dovere di essere concreto e previdente. E allora penso che la battaglia sia ben lungi dallessere vinta, considerato che a fronte delle positive prese di posizione di Oliva e Alfieri e al sostegno di Ghigo, Crosetto e Burzi ci sono state quelle negative di Morgando, che è pur sempre il segretario regionale del Pd. E di Passoni, che oltre ad essere assessore al bilancio di Torino è esponente di Rifondazione comunista». Per rispondere ad alcuni dubbi sui costi di Innamorati della cultura, dal quartier generale assicurano che tutta lorganizzazione è a carico delle associazioni che fanno parte del comitato organizzatore, che sono circa quindici. Tutti gli spettacoli sono frutto del volontariato. Le spese vive, manifesti e volantini, sono contenute, circa cinquemila euro, mentre i costi della Siae saranno pagati sulle sigle che compongono il comitato organizzativo.
TORINO - Quindicimila firme per la cultura
In Torino, un gruppo di cittadini ha firmato un appello per difendere i fondi della cultura, che potrebbero essere tagliati. Il movimento, chiamato Innamorati della cultura, ha raccolto circa 10.000 firme. Il giorno successivo, un incontro pubblico è stato organizzato al Museo del Cinema, dove sono stati presentati i risultati. Il consigliere del Pdl, Ghigo Giampiero Leo, ha presentato un documento che chiede al governo di non tagliare i fondi della cultura. Leo ha anche chiesto ai consiglieri di firmare il documento per sostenere la richiesta. Il movimento ha anche organizzato un incontro con i cittadini per comunicare i risultati e riaprire il dialogo sugli obiettivi.
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