Larticolo «Tra i templi la guerra del gas» (La Stampa, 13 febbraio) merita alcune precisazioni. I serbatoi del rigassificatore sono interrati (unico caso in Europa): non sporgeranno quindi dal terreno per più di 12 metri. Data lorografia del terreno e la distanza non saranno visibili dai templi né dalla casa di Pirandello. Il pericolo per la Valle dei Templi non viene dal progetto di rigassificatore, ma semmai dallincuria in cui viene lasciato un bene così prezioso. Non sarà un caso se le istituzioni competenti, sia del precedente governo Prodi sia dellattuale governo Berlusconi, hanno approvato la realizzazione di questopera, riconoscendo la validità del progetto e la sua compatibilità con lambiente e il paesaggio. E per questo che la Commissione Via (Valutazione di impatto ambientale), nominata dal ministro dellAmbiente Alfonso Pecoraro Scanio, notoriamente molto attento allimpatto delle grandi infrastrutture, ha dato il suo parere positivo. Così come il ministero dei Beni Culturali, allora guidato da Francesco Rutelli. Giudizi confermati dai ministri dellattuale governo, Stefania Prestigiacomo per lAmbiente e Sandro Bondi per i Beni Culturali, e dalla Regione Sicilia. Il presidente del Fai, Giulia Crespi Morbio, da sempre impegnata a tutela del patrimonio ambientale, ha più volte ribadito che il progetto non porterà che benefici a unarea troppo a lungo abbandonata. Possibile che persone e istituzioni di questo livello siano disinteressate alla difesa della Valle dei Templi se davvero il rigassificatore comportasse un qualche «pericolo»? Altre indispensabili precisazioni. La colmata di cui parla larticolo non è una novità indotta dal rigassificatore; è prevista dal Piano regolatore dellarea industriale mai completata per mancanza di fondi e che ora verrà finalmente realizzata grazie allintervento privato. Il gasdotto di raccordo tra il terminale e la rete nazionale sarà ovviamente interrato e quindi non visibile; i lavori di ripristino saranno particolarmente accurati e migliorativi della situazione preesistente. Le forze sociali più rappresentative sia del mondo imprenditoriale, sia del mondo del lavoro, sia dei servizi sostengono da sempre la realizzazione del progetto, per le evidenti ricadute positive dirette e indirette sul lavoro e loccupazione della provincia. E per lassenza di ricadute negative sul turismo. Larrivo di navi gasiere, infatti, sarà del tutto compatibile con il normale traffico commerciale. Non cè quindi alcun rischio che Agrigento perda turisti: al contrario, le opere di miglioramento delle strutture portuali renderanno agibile il porto anche alle grandi navi da crociera che attualmente non possono attraccare. ENEL COMUNICAZIONE
SICILIA - Agrigento, i benefici del rigassificatore
Larticolo "Tra i templi la guerra del gas" (La Stampa, 13 febbraio) affronta il progetto di rigassificatore nella Valle dei Templi di Agrigento. I serbatoi del rigassificatore saranno interrati, non sporgeranno dal terreno e non saranno visibili dai templi o dalla casa di Pirandello. Il pericolo per la Valle dei Templi non viene dal progetto, ma dallincuria in cui viene lasciato un bene prezioso. Le istituzioni competenti hanno approvato la realizzazione del progetto, riconoscendo la sua compatibilità con lambiente e il paesaggio. La Commissione Via ha dato il suo parere positivo, e anche il ministero dei Beni Culturali ha confermato il parere positivo.
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