CHIOGGIA. «Spariscono i marmi ottocenteschi da riva Vena, ma la Soprintendenza non batte ciglio. Vorrei capire: perché?». A denunciare pubblicamente la rimozione dei massi in pietra d'Istria e pietra naturale che contornano la fondamenta, anche nei casi in cui versano in buone condizioni, è il capogruppo dell'Udc Sandro Varagnolo che attacca il Consorzio Venezia Nuova, responsabile dei lavori. Varagnolo si chiede come sia possibile che i soldi della Legge Speciale vengano usati per «rimuovere» il patrimonio storico. Siamo ad un nuovo mal di pancia interno alla maggioranza. E ancora una volta a sollevare anomalie su come vengono eseguiti i lavori dal Consorzio è Varagnolo che nei mesi scorsi ha portato alla luce le pecche dei restauri del ponte e dei leoni di Vigo, della porta Santa Maria e del rialzo di corso del Popolo. Sui marmi il problema è ancora peggiore: «Ormai a Chioggia vale tutto - spiega Varagnolo - Per il Baby Mose si stanno rimuovendo tutti i massi in pietra d'Istria del 1800 sostituiti con nuovi in pietra bianca. Il contesto in cui si sta intervenendo è il più bello e storico della città». E qui s'innesta la riflessione su come vengono utilizzati i fondi della Legge Speciale e sul ruolo della Soprintendenza. «La Legge Speciale - continua Varagnolo - è nata per la salvaguardia e la conservazione del patrimonio storico, ma pare che qualcuno se ne sia dimenticato. I responsabili del Consorzio si sono giustificati spiegando che l'intervento è coperto dal capitolato e se il Comune li vuole bloccare deve pagare le penali. Inoltre tutto è stato autorizzato dalla Soprintendenza». In una delle tante telefonate al Consorzio, Varagnolo aveva chiesto che almeno i marmi nell'intercolonna delle arcate degli antichi palazzi sul Vena fossero mantenuti per evitare di scomporre il quadro d'insieme. «Sembrava un'idea condivisa - spiega Varagnolo - invece il giorno dopo mi sono accorto che stanno rimuovendo anche quelli. Tutto si poteva evitare se la Soprintendenza, sempre così attenta a Venezia, avesse sollevato precise prescrizioni anche qui. E' paradossale come la stessa Soprintendenza alzi le barricate quando si chiedono strade a Sottomarina e sia cieca sul destino di quel poco che resta di Chioggia».
VENETO CHIOGGIA - Spariscono i marmi antichi della città
Il capogruppo dell'Udc Sandro Varagnolo ha denunciato pubblicamente la rimozione dei marmi ottocenteschi da riva Vena a Chioggia. Varagnolo si chiede come sia possibile che i soldi della Legge Speciale vengano usati per rimuovere il patrimonio storico. Il Consorzio Venezia Nuova, responsabile dei lavori, ha spiegato che l'intervento è coperto dal capitolato e che se il Comune vuole bloccare deve pagare le penali. La Soprintendenza ha autorizzato l'intervento, ma Varagnolo si chiede perché non ha sollevato precise prescrizioni per la conservazione del patrimonio storico.
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