MARTIS. Il progetto "Il Parco Paleobotanico dell'Anglona nella città territoriale dell'acqua" ha vinto proprio in questi giorni uno dei premi del paesaggio, il concorso di idee indetto dalla Regione per la promozione di interventi di qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale di opere di urbanistica, edilizia e infrastrutturale. La commissario ha dato una precisa motivazione. "L'attenta lettura delle valenze paesaggistiche del contesto di riferimento ha come esito il dialogo tra ambiti con elevati caratteri di unicità che vengono raccordati in un sistema dialettico. Tuttavia la materializzazione progettuale dell'idea di base appare caratterizzare il territorio in maniera predominate rispetto alla eccellenze paesaggistiche naturali e archeologiche da valorizzare". Il progetto è stato pubblicato recentemente nella rivista "Topos", la prestigiosa rivista internazionale di architettura che dedica il suo ultimo numero al rapporto tra la forma ed il concetto che sta dietro la forma (Concept and Form) e che raccoglie progetti provenienti dal Canada, Australia, Usa, Argentina, Cina, Olanda, Svezia, Spagna, Turchia, Israele e Germania. A rappresentare l'Italia su questo tema c'è proprio il lavoro dell'equipe di Vanni Maciocco. «Con economia di mezzi e senza trasformazioni fisiche irreversibili sono state realizzate delle macchine lignee territoriali - ha spiegato Maciocco - che estendono il concetto di convivialità urbana a tutto il territorio dell'Anglona che, per la sua geomorfologia e per i suoi paesaggi agrari, ha un valore assolutamente sovralocale». Una sorta di "città estesa" quindi costituita dai piccoli centri dell'Anglona che trova nella sua struttura territoriale una "vita di città" estesa sul territorio. «E' come se queste grandi macchine - sostiene Vanni Maciocco - siano gli strumenti di lettura che ci rivelano significati del territorio che sono invece assolutamente latenti e ci fanno capire cos'è in realtà questo territorio. Le aree realizzate attorno alle gallerie-ombrario sono state strutturate per ospitare eventi, manifestazioni o altro che potranno in questo modo tenersi persino in simultanea in simultanea così che comuni che in passato hanno guardato solo a se stessi possano guardare anche alle cose che hanno in comune».