In Campania manca una politica organica per valorizzare i Beni culturali, di cui pure la regione è ricca. Lo affermano Cgil, Cisl e Uil che chiedono un incontro a Palazzo Santa Lucia. A quanto si aprrende da fonti sindacali, la convocazione dell'assessore regionale competente, Claudio Velardi, sarebbe arrivata già ieri e fissata per il prossimo 24 febbraio. La Campania vanta un patrimonio culturale tra i più ricchi al mondo, ma manca di una politica organica per il settore, da imputare alla Regione e al Governo. E', in sintesi, quanto denunciano in un nota congiunta le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati, è scritto nella nota, "nel quadro dell'iniziativa sindacale, nei confronti della Giunta regionale campana, finalizzata a fronteggiare la grave crisi economica ed occupazionale in atto, intendono incalzare la Regione per una inversione di tendenza sul tema dello sfruttamento del patrimonio archeologico, massicciamente presente sul territorio Regionale.Cgil, Cisl e Uil - prosegue l nota - hanno da sempre individuato nella valorizzazione e nella tutela dello straordinario Patrimonio dei Beni Culturali uno dei filoni fondamentali per assicurare al territorio campano lo sviluppo sociale ed economico". Il sistema dei beni culturali in Campania vive, secondo i sindacati, "molte criticità che ne impediscono lo sviluppo e la piena funzione. Ciò in rapporto ad una mancata politica organica dei soggetti istituzionali responsabili". Cgil, Cisl e Uil chiedono un immediato confronto con Palazzo Santa Lucia e rivendicano "una grande progettualità che garantisca investimenti mirati da parte del Ministero e della Regione Campania". I sindacati lanciano dunque "una sfida alla Giunta regionale, per la definizione di un Patto per la valorizzazione del patrimonio culturale della Campania.L'assessore al Turismo e ai Beni culturali, Claudio Velardi, rivelano fonti sindacali, ha già fatto pervenire nella giornata di ieri una convocazione ai sindacati: l'incontro è fissato per il prossimo 24 febbraio.