Già scattate le verifiche tecniche. Allo studio anche le ipotesi di Sarzano e Campi La passeggiata a mare di Corso Italia. Piazza Sarzano, nel cuore del centro storico. Il piazzale di via Tea Benedetti, a Campi davanti ai colossi del fai-da-te. In queste tre aree potrebbero nascere tre nuovi mercati, seppure con modalità e vocazioni completamente diversi tra loro. Il Comune ha avviato le verifiche tecniche per capire se queste ipotesi stanno in piedi: «Poi coinvolgeremo i Municipi, i residenti, gli operatori delle zone interessate e quanti altri vorranno dire la loro, per decidere se è il caso di insediare questi nuovi mercati», dice lassessore comunale allo sviluppo economico Gianfranco Tiezzi. Lavvio delle verifiche tecniche per capire la percorribilità dellipotesi è la risposta del Comune alle proposte avanzate dalle associazioni di categoria dei venditori ambulanti in un incontro che si è svolto qualche giorno fa. Il presidente provinciale degli ambulanti aderenti a Confesercenti, Paolo Barbieri, spiega che nellincontro con lassessore Tiezzi è stata presentata una proposta su queste tre zone della città, perché diventino sede di altrettanti mercati, aree in cui lappuntamento con le bancarelle sia fisso una o due volte alla settimana o, come potrebbe accadere nel caso di Campi, «più stagionale, sperimentando per esempio un mercato domenicale nel periodo pre-natalizio». Lassessore Tiezzi premette che il percorso per dire "sì" o "no" coinvolgerà Municipi, residenti e commercianti, e spiega cosa potrebbe succedere. Partiamo da Corso Italia che dovrebbe essere la vetrina della città sul mare ed è da anni alle prese con i venditori ambulanti abusivi. «Noi chiediamo di far lavorare gli operatori regolari - dice Barbieri di Anva Confesercenti - È inutile porre vincoli al commercio ambulante in corso Italia quando ogni domenica assistiamo a uno spettacolo indecoroso orchestrato nella più totale illegalità». Lassessore Tiezzi non ha obiezioni di principio: «Tra una situazione abusiva e una regolarizzata che sia accogliente, è preferibile la seconda, fatti salvi i fattori estetici». Ma ci sono limiti da rispettare: «Certo per corso Italia lipotesi non potrebbe essere quella di un mercato vero e proprio. Bisogna tener conto del fatto che dallAbbazia di San Giuliano a Boccadasse esistono vincoli paesaggistici. Prima di dare il via alle bancarelle bisogna approfondire il problema». Nessun vincolo invece ostacolerebbe un eventuale mercatino settimanale tra San Giuliano e la Foce. Piazza Sarzano è un capitolo diverso, perché qui lipotesi da verificare riguarderebbe un mercato di merci varie vero e proprio come quelli che si tengono due volte alla settimana nei vari quartieri della città. «Larea del centro storico - dice Barbieri - è lunica in cui non esiste un mercato di questo tipo». Lassessore Tiezzi non è sordo allargomento. Dice: «A fine marzo larea di piazza Sarzano sarà completamente pedonalizzata: si tratta di capire, una volta stretta lintesa con tutti gli interessati, se un mercato possa diventare un elemento di rivitalizzazione e una calamita per la frequentazione della piazza. Tutto questo - dice lassessore comunale allo sviluppo economico - considerando anche altri due fattori». Il primo riguarda la popolazione genovese «e la grande percentuale di anziani per i quali il mercato è anche un momento di socializzazione. Laltro è il fattore turismo perché ovunque nel mondo i mercati rappresentano unattrattiva». (a.zun.)