Pubblicato il bando che darà in concessione a privati il centro ambientale di via Fermi Chi vincerà dovrà assumere il personale attualmente in servizio e valorizzare le raccolte già esistenti È partito l'iter per appaltare il Centro ambientale archeologico di via Fermi. Dopo il via libera del consiglio comunale, che lo scorso dicembre aveva stabilito di affidare a terzi la gestione del museo cittadino, l'amministrazione ha pubblicato il bando di gara per scegliere il futuro concessionario dello spazio espositivo in cui sono conservati preziosi reperti databili tra il 5000 ed il 50 avanti Cristo. Ossia il sostituto de «L'Astragalo»: l'associazione partecipata dal Comune e presieduta dall'assessore alla Cultura Clara Scapin, che era nata nel 2002 su iniziativa di alcuni appassionati di archeologia e che è stata costretta alla resa dalle recenti modifiche legislative intervenute in materia. Potranno concorrere alla procedura di evidenza pubblica - che oltre alla gestione prevede anche la valorizzazione della struttura dal primo aprile di quest'anno al 30 giugno 2014 a fronte di un corrispettivo di 420mila euro - le cooperative sociali, soggetti ed associazioni con un'esperienza almeno decennale nel settore archeologico comprendente attività a livello didattico e scientifico. Tra gli obblighi del gestore, scelto tra le candidature che perverranno in municipio entro il 16 marzo, rientra infatti, accanto alla conservazione e alla custodia dei materiali esposti, la realizzazione di iniziative di carattere didattico e sperimentale. «Nel bando», sottolinea l'assessore Scapin, «sono state inserite delle clausole che assicureranno la qualità del servizio e la crescita del museo archeologico come realtà di riferimento per il territorio. D'altronde, questa era l'unica strada percorribile in quanto non disponiamo di un'organizzazione e di un organico adeguati per gestire direttamente il centro». Tuttavia, per garantire una continuità gestionale, il Comune, che riceverà un rendiconto trimestrale dal gestore, ha fissato dei paletti anche riguardo il personale. Il futuro concessionario dovrà infatti assicurare, in via prioritaria, l'assunzione con un rapporto di lavoro subordinato dei due dipendenti già inseriti al museo con contratti a progetto. «Per il momento», anticipa Scapin, «si è già fatta avanti una cooperativa di Verona che ha in appalto alcuni servizi al Mart di Rovereto, nei musei civici di Venezia ed in altre raccolte permanenti.