Arrivano 600 mila euro e la Sovrintendenza dà il via al restauro delle oltre duemila opere FINALMENTE il tesoro dell'Albergo dei Poveri - valutato circa nove milioni di euro, ma non certo destinato alla vendita per pagare i debiti dell'ente come capiterà a buona parte del patrimonio immobiliare - ha trovato per la prima volta un finanziamento del Ministero dei Beni CulturalI. Circa 600 mila euro, un primo "appiglio" per iniziare a riparare danni di secoli, ma soprattutto i pesanti guasti degli ultimi tempi che hanno aggredito le oltre duemila opere oggi accatastate nel vano della chiesa, che un tempo era occupato dagli uomini. Lo annunciano Franco Boggero della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici e il direttore regionale Fausto Malara. È una vittoria di Genova, della Liguria, dopo anni di battaglie per potere in qualche modo non disperdere e non perdere per sempre un tesoro straordinario. Accumulato fin dal 1800, composto da opere d'arte provenienti da dimore private e dalle chiese che venivano smantellate dai francesi, in pieno periodo napoleonico. Si tratta di opere fortunatamente gia catalogate, e di cui un' esperta della Soprintendenza si sta occupando anche per ricostruirne la provenienza. Si individua, per esempio, una tela che apparteneva alla chiesa di San Benigno che non c'è più e sorgeva nella zona dell'attuale via Milano. Identificazione facile perché rappresenta "Il martirio di San Benigno". Non c'è lo stesso automatismo per gli altri dipinti, che hanno storie in parte sconosciute. Il tesoro comprende opere della più diversa fattura e di varie epoche e che soprattutto negli ultimi tempi in cui l'Albergo dei Poveri è diventato un cantiere, dove l'Università lavora per adattare gli ambienti alle sue esigenze, hanno visto aggravarsi le loro condizioni: piove dal tetto del vasto locale dove si trovano le tele del miglior cinque-seicento genovese. La chiesa - dove una struggente madonna di Pierre Puget, commissionata personalmente da Emanuele Brignole che la regalò all'Albergo nel 1671, è incapsulata in un'impalcatura per evitare che le rovinino addosso calcinacci - vede circolare gatti in libertà. A sbarrare l'accesso alla chiesa un cancello da cantiere. Negli armadi migliaia di paramenti sacri ricamati nei secoli dalle donne che erano ospiti dall'Albergo e dalle suore Brignoline che gestivano l'istituzione che arrivò ad accogliere centinaia di migliaia di genovesi, perlopiù indigenti. Ma ci sono tessuti provenienti da famiglie nobili e dalle più svariate sacrestie. E ancora argenti settecenteschi della miglior fattura punzonati "Torretta", mobili d'antiquariato molto raffinati pubblicati sui libri. Per non parlare di quelle splendidi e molto particolari Madonne Vestite, statue processionarie secentesche in cartapesta o in legno, alla foggia spagnola con vestiti ricamati in filo d'argento e pailettes, con lini e merletti. Produzione tanto preziosa quando rara di cui si era occupata e si occupa con particolare perizia la studiosa Marzia Cataldi Gallo che al Brignole ha lavorato a lungo alla catalogazione. Negli anni scorsi ha seguito il restauro e il recupero anche di paramenti sacri, pianete, sculture, sostenuto economicamente dal Rotary e dal Liyod Adriatico. E poi la quadreria, una galleria completa dei superbi secoli genovesi: da una Pietà di Luca Cambiaso alle tele seicentesche fiamminghe, dai paessaggi del Paggi alle rappresentazioni sacre del Carbone dei De Ferrari del Fiasella, del Borzone. Fino ad un tondo marmoreo del Montorsoli quindi di scuola michelangiolesca. Dunque fra qualche mese si comincia. Franco Boggero dice anche che per quell'epoca sarà a diposizione il laboratorio di restauro della Soprintendenza che era fermo da un anno perchè non era a norma. Ora sono arrivati 200 mila euro necessari per far partire i lavori di adeguamento di una struttura inaugurata nel 1948 da Anotnio Morassi e completata da Pasquale Rotondi. Successivamente al restauro, bisognerà pensare alla sistemazione delle opere d'arte. L'augurio, fra gli esperti della Soprintendenza, è che non necessariamente debbano migrare: qui sono state trasportate secoli fa, «forse gli stessi francesi le hanno accumulate in questo posto, con l'idea quasi di creare successivamente un museo» ipotizza Boggero. Poi il destino è stato ben diverso, ora è giunto il momento di cambiarne il corso. bonomettiilsecoloxix.it
LIGURIA - Albergo dei poveri, il tesoro è salvo
Il tesoro dell'Albergo dei Poveri di Genova, valutato circa 9 milioni di euro, ha trovato un finanziamento del Ministero dei Beni Culturali per il restauro delle oltre duemila opere d'arte. Il finanziamento è di 600.000 euro e sarà utilizzato per riparare danni di secoli e per iniziare i lavori di restauro. Il tesoro comprende opere di varia epoca e fattura, tra cui opere del cinque-seicento genovese, e ha subito aggravarsi le condizioni negli ultimi tempi a causa dei lavori di adattamento dell'Albergo. La chiesa dove si trovano le opere d'arte è stata chiusa al pubblico e un cancello da cantiere sbarrò l'accesso.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo