Ha aperto a Napoli la biblioteca di ricerca di area umanistica Dopo circa dieci anni di lavori, la Brau, la Biblioteca di Ricerca di Area umanistica, finalmente ha aperto i battenti, rivelando e mettendo a disposizione di tutti, trasversalmente, un prezioso patrimonio culturale di inestimabile valore intellettuale. Ben duecentomila volumi, tra cui opere rarissime in edizioni prestigiose, conservati nello storico complesso cinquecentesco di Sant'Antoniello a Port'Alba a piazza Bellini. Edizioni prestigiose, o comunque di grande valore culturale, che gli studenti, ma anche i docenti ed i ricercatori, possono consultare liberamente grazie alla messa a disposizione di un badge giornaliero personale. La Brau è diretta da Gigliola Golia. L'apertura è stata voluta da Guido Trombetti, rettore della Federico II e da Massimo Marrelli, presidente del Polo delle Scienze umane e sociali. Il restauro della struttura è stato avviato dal rettore dell'epoca Fulvio Tessitore proprio per ubicarvi la biblioteca di area umanistica. "Si tratta di una struttura bellissima sottolinea il rettore - dove da un lato si ammira la bellezza del monumento, dall'altro la sua funzionalità. C'è tutta biblioteca di lettere, tra le più prestigiose a livello internazionale, e parte di quelle relative agli altri ambiti umanistici. Poi abbiamo la biblioteca digitale, che è quella in rete, ed è uno dei punti più tecnologicamente avanzati della struttura". Un mondo in perfetto equilibrio tra antico e moderno, che si radica nell'innovazione proprio grazie all'area digitale. Una sfida resa possibile anche grazie al Comune di Napoli che ha concesso i locali in comodato. Ed i locali, grazie al rispetto di tutte le norme di sicurezza e di accessibilità e aperto davvero a tutti ed interamente fruibile. "La biblioteca digitale continua Trombetti permette di avere a disposizione riviste di tutto il mondo, in modalità on-line. Una potenzialità enorme". Ma facciamo qualche passo indietro per ripercorrere le tappe che hanno portato all'attuale configurazione, che può a buon diritto considerarsi una grande occasione di per una full-immersion nella cultura di ieri e di oggi. Nel 1995 l'Università degli Studi di Napoli Federico II decide di destinare il complesso, ricevuto in comodato dal Comune di Napoli, a Biblioteca di Ricerca di Area umanistica. Quindi, il complesso è stato oggetto di importanti lavori di restauro che hanno reso possibile l'adeguamento delle strutture alla nuova funzione, nel pieno rispetto dei principi di tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico della città. Il progetto e la esecuzione dei lavori è stata integralmente curata dall'Università nell'ambito di una stretta collaborazione dei vari Enti interessati (Comune di Napoli, Soprintendenze per i Beni architettonici, artistici ed archeologici) e con il rispetto delle normative per il comfort e la sicurezza (impianto di condizionamento estivo-invernale, accessibilità alle persone diversamente abili, impianti di rilevazione e spegnimento incendi, rete telematica interna e simili). In particolare il progetto e la direzione dei lavori sono stati curati da Aldo Pinto e coordinata da Roberto Correro, con la consulenza e la collaborazione di esperti nei vari settori. La prima apertura della struttura al pubblico c'è stata in occasione della XIII Edizione del Maggio dei Monumenti 2008. All'epoca ad essere protagonisti "dell'universo della cultura" furono quattro concerti inclusi nel ciclo "Note di Maggio". Un mix di eventi reso possibile dall'impegno congiunto di Silvana Dello Russo del Comune di Napoli, del maestro Antonio Sinagra del Conservatorio S. Pietro a Maiella e di Salvatore De Falco dell'Ufficio Tecnico del Polo Sus. Il secondo appuntamento è stato in corrispondenza del 14 ottobre del medesimo anno in una cornice serale questa volta. In quell'occasione, infatti, nel chiostro del Complesso si accendono i riflettori per la prima del XV Festival Internazionale dell'Attore.
CAMPANIA - Brau, il tempio della cultura
La Brau, la Biblioteca di Ricerca di Area umanistica, ha aperto i battenti a Napoli dopo circa dieci anni di lavori. La biblioteca ospita 200.000 volumi, tra cui opere rare in edizioni prestigiose, e offre un badge giornaliero personale per consultare i materiali. La direzione della biblioteca è stata assunta da Gigliola Golia. L'apertura è stata voluta da Guido Trombetti, rettore della Federico II, e Massimo Marrelli, presidente del Polo delle Scienze umane e sociali. Il restauro della struttura è stato avviato per ubicarvi la biblioteca di area umanistica. La Brau è un mondo in perfetto equilibrio tra antico e moderno, con una biblioteca digitale avanzata.
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