Il vertice La Cgil si oppone allo spostamento La protesta «Ci stanno provando, dice il segretario cittadino della Cgil, ma se lo possono pure scordare» MILANO «Ci stanno provando senza dare troppo nell'occhio ma se lo possono pure scordare: i nostri tesori non vanno da nessuna parte». Il segretario della Cgil di Reggio Calabria Francesco Alì denuncia quella che definisce una «trama sotterranea» del governo, ovvero il tentativo di portare i Bronzi di Riace nell'isola della Maddalena in occasione del G8 del prossimo luglio. «Sappiamo che già da qualche tempo a Roma, in alcuni istituti di alta tecnologia, si tengono riunioni per studiare la trasportabilità delle statue fino in Sardegna». Un'iniziativa «gravissima e irresponsabile», spiega Alì, tanto da mettere a rischio l'incolumità dei due capolavori ellenici scoperti nel 1972 nello Ionio da un sub dilettante e gelosamente conservati al Museo Nazionale di Reggio Calabria. Riuscirà Berlusconi laddove hanno fallito i comitati organizzatori di più di un'Olimpiade e persino l'allora primo ministro francese e sindaco di Parigi Jacques Chirac? I grandi della terra potranno per primi ammirare i Bronzi più celebri del mondo fuori dai confini reggini? Non sarebbe la prima volta che il premier stupisce Capi di Stato e di governo mescolando arte e politica: nel 2003, in occasione del semestre italiano alla guida dell'Unione, si presentò a Bruxelles con un busto di Adriano. Il reperto archeologico venne prelevato in gran segreto, durante la notte, dal Museo archeologico di Napoli e collocato nel quartier generale della Ue. Nel caso di Reggio l'impresa non sembra facilissima, nonostante il parere del soprintendente del museo Caterina Greco non abbia il tono di un rifiuto categorico: «Spostarli? Ci sono problemi di conservazione assai complessi da esaminare...». Molto dipende dal sindaco Giuseppe Scopelliti, dal quale il segretario Cgil Alì dice di aver appreso la richiesta governativa. Visto che molti fanno proprio il nome dell'esponente di An come possibile prossimo candidato Pdl alla presidenza della Regione, la posizione del primo cittadino non è facilissima, stretto com'è tra i desideri del Cavaliere e l'orgoglio dei suoi elettori, che solo sei anni fa si opposero in massa con un referendum promosso sì dai sindacati ma appoggiato calorosamente dallo stesso Scopelliti al progetto di due copie delle statue da inviare all'estero per promuovere il patrimonio artistico della Calabria. Suona perciò piuttosto sibillino il proposito del sindaco, ieri «introvabile» per i suoi stessi collaboratori, di «voler decidere in base a come risponderà la città». Un nuovo referendum? Improbabile, e oltretutto è difficile immaginare che i reggini possano accettare una trasferta del loro simbolo dal momento che l'hanno vietata a una semplice copia. Non solo, quando l'anno scorso Scopelliti decise di prestare tre opere a Mantova per la mostra «La Forza del Bello. L'arte greca conquista l'Italia», si ritrovò di fronte a una mezza sollevazione popolare, con i camion messi di traverso davanti all'ingresso del museo per impedire quello che veniva considerato uno scippo. Al sit in aderì persino il suo assessore ai Beni culturali, Antonella Freno. Alla fine la spuntò il sindaco, e la testa di filosofo (il Kouros), quelle di Medma e di Basilea partirono verso Nord. Per far prendere il largo ai Bronzi ormai svanito l'effetto sorpresauna decina di giorni di trattative potrebbero non bastare.
Bronzi di Riace alla Maddalena: la voglia del premier, i freni in Calabria
Il segretario della Cgil di Reggio Calabria, Francesco Alì, ha denunciato una trama sotterranea del governo per spostare i Bronzi di Riace in Sardegna in occasione del G8 del prossimo luglio. Alì sostiene che il tentativo di trasportare le statue è irresponsabile e mette a rischio l'incolumità dei capolavori ellenici. Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, è stato contattato dal governo per chiedere la sua approvazione, ma il suo parere non è ancora stato chiarito. Alì ha anche ricordato che il sindaco ha già rifiutato di prestare opere d'arte a Mantova per una mostra, causando una sollevazione popolare.
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