I monumenti La società vuole il controllo della sosta attorno alle nuove strutture Prima le indagini diagnostiche, poi il restauro. Ma chissà quando rivedremo ripulito, e con i 70 zampilli in funzione, il Biancone in Piazza Signoria. Per le indagini i fondi ci sono: 100 mila euro raccolti con una cena di gala dal Rotary club di Firenze e le associazioni di via Tornabuoni, Strozzi, della Vigna. Per il restauro vero e proprio, Palazzo Vecchio apre la caccia agli sponsor. Intanto i tecnici dellOpificio delle Pietre Dure, con quelli dellIsti - Cnr di Pisa e delle Belle Arti avviano analisi e studi. Primo passo, i rilievi tridimensionali del gruppo marmoreo e dei bronzi. A cui seguiranno altre indagini per capire le condizioni effettive dei materiali. «Uno studio propedeutico alla redazione del progetto di restauro, che durerà un anno» annunciano lassessore alla cultura Eugenio Giani e il soprintendente dellOpificio Bruno Santi. (m.a.) Il Comune di Firenze non ha mantenuto i suoi impegni e neppure ha risposto alla diffida di Firenze Mobilità, la società che ha realizzato in project financing i parcheggi di piazza Beccaria, della Fortezza e di piazza Alberti. Nel contratto per la progettazione, costruzione, gestione e manutenzione dei parcheggi, stipulato il 6 agosto 2003, il Comune si era impegnato ad affidare a Firenze Mobilità il controllo della sosta attorno alle nuove strutture di posteggio. Ma ciò non è avvenuto e i parcheggi spesso restano vuoti o semivuoti mentre intorno impazza sosta selvaggia. Per questo motivo gli avvocati Alessandro Traversi e Sara Gennai, su mandato del presidente di Firenze Mobilità (nonché amministratore delegato di Baldassini Tognozzi Pontello) Vincenzo Di Nardo, hanno presentato un esposto, nel quale chiedono alla procura di Firenze di valutare se possa ravvisarsi nel comportamento del Comune di Firenze il reato di rifiuto di atti dufficio. Nel contratto il Comune si impegnava «in sede di adozione del piano della sosta a tenere presente lesigenza di mantenere lequilibrio economico-finanziario» della gestione dei nuovi parcheggi di struttura, e ad adottare «i provvedimenti amministrativi necessari al fine di conferire al concessionario (cioè a Firenze Mobilità), relativamente alle aree oggetto di concessione, le funzioni di prevenzione, accertamento e verbalizzazione delle violazioni in materia di sosta». Niente di ciò è avvenuto, accusa Firenze Mobilità, che ha inviato decine di proteste e di solleciti e ha realizzato anche un dossier fotografico per documentare il grande disordine che regna nelle strade di Firenze. Il Comune non ha affidato alcun compito alla concessionaria né provvede in proprio ad arginare la sosta selvaggia, come dimostra il fatto che nel 2008, su un totale di 859.959 multe, «solo 1.423 sono quelle emesse per la sosta in seconda fila». Il mancato controllo della sosta si traduce in vita stentata per i parcheggi e lede gli interessi di Firenze Parcheggi, la società controllata dal Comune che li gestisce, e quelli della concessionaria Firenze Mobilità, «che ha impegnato ingenti risorse e deve mantenere lequilibrio economico-finanziario del project financing». Ma la contestata inerzia del Comune lede anche - si afferma nellesposto - linteresse pubblico ad avere una città ordinata e più vivibile. Regolare la sosta significa «restituire ordine e decoro alla città, garantendo una migliore viabilità e un conseguente minor inquinamento, contribuendo altresì allobiettivo di raggiungere una "mobilità sostenibile" in termini di impatto ambientale e di miglior vivibilità della città della città di Firenze». «Liberare le strade dalle auto, indirizzando la collocazione nei parcheggi di struttura, è un investimento che migliora la qualità della vita, razionalizzando la viabilità e riducendo linquinamento da congestione del traffico». In definitiva, secondo Firenze Mobilità il lassismo nel controllo della sosta lede interessi non solo privati ma anche pubblici: «La mancata coerenza con le scelte di programmazione produce effetti negativi non solo sulla capacità del project financing di garantire con la gestione la restituzione agli istituti di credito e ai privati dei cospicui investimenti effettuati, ma anche sulla possibilità di conseguire loriginario obiettivo di una mobilità sostenibile e di una città più vivibile».