L'assessore regionale alla Sanità come Favilla contrario alla speculazione nell'area Importante che si inizi a ragionare seriamente della costruzione del nuovo ospedale e del recupero degli edifici che saranno dismessi LUCCA. L'assessore regionale alla Sanità è chiaro: non vuole centri commerciali al posto del vecchio Campo di Marte. Enrico Rossi non intende «quello» per riqualificazione urbana. Ma si dice contento che il sindaco, Mauro Favilla (secondo quanto dichiarato al Tirreno), inizi a porsi «seriamente» di fronte all'ipotesi che il nuovo ospedale sia realizzato e che gli edifici dismessi non siano «più destinati a uso sanitario». Rossi dice anche di più. Pur non volendo entrare nel merito delle nuove «funzioni» che potrebbero avere gli edifici dismessi al Campo di Marte, precisa una condizione: devono essere venduti a valore di mercato, in modo da poter fruttare entrate da investire di nuovo in servizi sanitari. L'intervista di Favilla al Tirreno sul (possibile) futuro di Campo di Marte - sia nel caso in cui il nuovo ospedale si realizzi a fianco al vecchio, sia nel caso in cui si realizzi a San Filippo, ha, dunque, ha un'eco fiorentina piuttosto forte, come scrive lo stesso Rossi: «Prendo atto con piacere che il sindaco Favilla comincia a porsi seriamente di fronte all'ipotesi che il nuovo ospedale di Lucca venga realizzato e che una parte delle aree e degli edifici del Campo di Marte non siano più destinati ad uso sanitario ma ad altre funzioni. Non entro nel merito della discussione ma apprezzo che il sindaco per primo mostri il coraggio di volerla avviare». Da qui la precisazione di non aver «mai pensato o detto che al posto dei padiglioni e delle aree verdi debbano sorgere grandi centri commerciali. Chi mi conosce sa che sono poco propenso a vedere in questo un elemento di sviluppo sano e di riqualificazione urbana. Ma il mio pensiero conta poco. Prima di tutto deve essere la città di Lucca a decidere, il suo consiglio comunale, e noi rispetteremo quella decisione, così come è avvenuto per la scelta di collocare il nuovo ospedale a San Filippo, compiuta per due volte dalla maggioranza del consiglio nella passata legislatura. Dunque sarà Lucca a decidere e noi, come nel caso di San Filippo, ci adatteremo di buon grado, purchè si rispettino le strategie della programmazione regionale e purché gli immobili di proprietà della Asl siano venduti al loro valore effettivo». Su questo Rossi è netto: «È opportuno i beni della sanità pubblica non vengano lasciati degradare, come purtroppo avviene per Maggiano, ma siano valorizzati ed eventualmente ceduti, se necessario, per reinvestire il ricavato in opera sanitarie». Il riferimento a Maggiano non è casuale. La Regione vorrebbe vedere l'ex ospedale psichiatrico utilizzato al meglio, ma in realtà ancora molte parti sono abbandonate. Fa eccezione l'ala destinata alla Fondazione Mario Tobino: per il resto la struttura è in declino. Come, ad esempio, non è ancora stato avviato il processo di recupero degli ex ospedali di Arliano e Carignano, una volta destinati a pazienti con problemi polmonari e bronchiali. La difficoltà a vendere le strutture rallenta la ristrutturazione, mentre ne accelera il degrado. Rossi, però, ribadisce di non volere entrare nel merito delle questioni urbanistiche delle strutture sanitarie dismesse, tanto meno dell'area del Campo di Marte. Non a caso l'assessore regionale precisa che «va da sé che se il consiglio comunale di Lucca deciderà di utilizzare quella parte del patrimonio sanitario del Campo di Marte che verrà lasciata libera per cose belle e utili, foriere di sviluppo e dentro un quadro generale di riqualificazione urbana, ne sarò felice, come cittadino e come amministratore della Regione. E poiché il sindaco fa riferimento alla mia esperienza di sindaco di Pontedera mi permetto non tanto di indicarla a modello, perché certo Lucca è diversa dalla piccola cittadina del pisano quanto di chiarirne i contenuti effettivi». L'area che a Pontedera è stata oggetto della riqualificazione urbana - ribadisce Rossi - «da me programmata e iniziata non era sanitaria, ma di proprietà dell'azienda Piaggio, che la stava dismettendo per costruire nuovi e più moderni capannoni nelle vicine zone libere. Non a caso i pontederesi definiscono ancora oggi quell'area il "Dente Piaggio", perché quei capannoni penetravano come un cuneo nel tessuto del centro cittadino. Il Comune, nel quadro della sua programmazione urbanistica, ha proceduto agli acquisti, alla realizzazione di insediamenti di prestigio e alla collocazione in quell'area di funzioni pubbliche di eccellenza. Il volto di quella parte della città è cambiato, è migliorato e migliorerà anche per il futuro. L'acquisto e la successiva trasformazione hanno consentito di riutilizzare e conservare, senza occupare altre aree verdi. Oggi, nel "Dente Piaggio" ci sono l'università Sant'Anna di Pisa che vi ha realizzato i laboratori di "micromeccatronica", dove lavorano ormai centinaia di ricercatori; Pontech, una società che opera nel settore del trasferimento tecnologico, ha realizzato i suoi spin off. La Fondazione Piaggio, intitolata a Giovanni Alberto Agnelli, ha realizzato lì un museo, in cui svolge la sua attività in ampi spazi, frequentati da decine di migliaia di persone. In più stati realizzati l'ufficio entrate e l'ufficio formazione e lavoro della Provincia. Vi è operante un centro per l'arte giovanile che ha rapporti internazionali. Sono in corso di realizzazione, d'intesa con l'università di Pisa, le strutture per una foresteria a servizio del progetto Erasmus, che ospiterà a Pontedera giovani provenienti da tutta Europa. Infine è in corso di realizzazione una enorme biblioteca comunale, dedicata prevalentemente ai ragazzi delle scuole superiori. Come si vede neanche un negozio o una casa, cose che a me, piuttosto, sembrano forse mancare. Figuriamoci un centro commerciale». Rossi, però, è convinto che anche Lucca abbia gli strumenti e le possibilità per raggiungere questi e anche più alti risultati, con la riqualificazione del Campo di Marte «considerando la bellezza della città. Mi piacerebbe, anzi, che sul piano della riqualificazione l'amministrazione comunale sfidasse la Regione con progetti sui quali chiedere un sostegno fiorentino. Intanto merito al sindaco che ha voluto aprire questo dibattito, tutto lucchese».