Torna alla luce il tracciato del decumano di Atripalda, l'antica Abellinum romana. Accanto all'asse viario, pavimentato con lastroni di pietra calcarea, gli esperti della soprintendenza archeologica di Salerno e Avellino, coordinata da Maria Luisa Nava, hanno recuperato un interessante spaccato storico-commerciale antico costituito da due tabernae-botteghe, con soglie in pietra sulle quali era stato scavato il binario al cui interno scorrevano i battenti della porta. Oggetto di studio sono anche i materiali ceramici e organici rinvenuti in quei locali al fine di ipotizzare o individuare la loro destinazione commerciale. I risultati delle indagini, a cui hanno lavorato sia gli archeologi della soprintendenza diretti da Maria Fariello sia gli studiosi della II Università degli Studi di Napoli coordinati da Stefania Gigli Quilici, saranno presentati oggi alle 17.30 nell'aula consiliare del comune di Atripalda appunto da Maria Luisa Nava, Maria Fariello, Stefania Gigli Quilici, Paola Carfora, Stefania Ferrante, Giuseppina Renda, dal sindaco Aldo Laurenzano e dall'assessore alla cultura Luigi Adamo. Il convegno, titolato «Abellinum-nuove scoperte nell'antica Atripalda», oltre a illustrare il recupero delle botteghe e dell'impianto del decumanus, proporrà anche i risultati dell'intervento di scavo effettuato sulla domus romana appartenuta quasi certamente a Marco Vipsanio Primigenio (se ne è trovato il sigillo), liberto di Vipsanio Agrippa, il genero dell'imperatore Augusto. La struttura, signorile e ben conservata, ha restituito pareti affrescate con pitture del III e IV stile pompeiano; altro elemento che fa ritenere particolarmente importante quella domus è il recupero di un interessante pavimento mosaicato fatto di tessere bianche montate a reticolo, con al centro marmi colorati. «Il mosaico - spiega Maria Fariello - ritrovato in una delle stanze da letto della domus ci ha poi consentito di datare il periodo di costruzione della casa alla fine del II secolo avanti Cristo». Il dato mostra ancora una volta l'importanza dell'area di località Civita per le vicende storico segnarono la vita di Abellinum. Da civitates foederata al termine delle guerre sannitiche, la città, dopo avere sostenuto Mario nella guerra civile venne distrutta da Sulla che fondò sulla riva sinistra del fiume Sabato la colonia romana; segnata quindi dal disastroso terremoto del 346 d.C. e successivamente dall'eruzione vesuviana detta «di Pollena», venne poi abbandonata dai Longobardi per la vicina e attuale Avellino. Su tutta l'area di Civita e quindi di Atripalda è prevista la realizzazione di un Parco archeologico, il cui progetto generale è stato messo a punto dalla Soprintendenza archeologica di Salerno e Avellino.