Dal Nord al Sud ecco la mappa degli interventi e delle cure sul nostro patrimonio artistico in sintesi Con il passato che ci ritroviamo l'Italia è terra votata al restauro permanente, certo non c'è da star mai fermi. Il patrimonio archeologico, artistico e architettonico è, come si sa (anche se la vera quantificazione è aleatoria), sterminato. Per cui richiede cure continue. Richiederebbe soprattutto, come vanno sostenendo da anni e anni i tecnici, ima manutenzione permanente. Comunque sia, il restauro italiano gode di un'ottima reputazione internazionale, ma ciò non lo esenta dalle magagne e dai problemi. Che ci sono e sui quali fa il punto l'undicesimo Salone del restauro di Ferrara: si tiene da oggi a domenica, richiama 268 espositori, organizza convegni, incontri tecnici e dieci mostre tematiche 8 marzo scorso all'Accademia di Firenze hanno infiorettato la testa del David di Michelangelo con una corona di mimose per la festa della donna. Un David femmineo, ma era anche un modo per ricordare che una delle sculture più ammirate del globo è attualmente sottoposta a pulitura. Naturalmente non è l'unica opera d'arte, in Italia, affidata a restauratori o restauratrici. Gli interventi in corso, quelli di restauro vero e proprio e quelli di manutenzione, sono centinaia. E quelli per opere meno conosciute hanno importanza pari a quelli per i capolavori più blasonati. Detto ciò, ecco una rapida, sintetica, molto parziale, ma veritiera panoramica su cosa è in cura oggi, in un tour suddiviso per città. E con un'osservazione: quando si tratta di opere famose, oggi si cerca di intervenire senza toglierle del tutto alla vista del pubblico. Anche il restauro a volte fa show. (www.salonedelrestauro.com, orario 9.30-18.30, ingresso a 10 e 5 euro, tei. 051 6646832). Il Salone fa il punto sullo stato delle cose. Su quali problemi? La carenza di fondi in qualche caso è drammatica: all'Opificio delle pietre dure di Firenze, ha denunciato recentemente la soprintendente Cristina Acidini, i tagli ai finanziamenti hanno sfiorato il 40, con serie conseguenze. Ma un problema decisivo è quello della formazione dei restauratori: mentre proliferano i corsi di restauro, le scuole di alta formazione statali offrono corsi molto duri e qualità eccellente, ma un titolo di studio inferiore a quello universitario che pure offre percorsi più teorici e meno tecnici. Cosa sceglierà, uno studente? Sarà uno degli argomenti centrali del Salone. Torino: la Venaria Reale Quello del complesso sabaudo della Venaria Reale, a nord di Torino, è uno dei cantieri più vasti del mondo: 950 mila metri quadri di superficie, 200 milioni e passa di euro come investimento. Il progetto è iniziato nel '97, comprende una Reggia (di Diana) costruita nel 1660, da allora modificata incessantemente, e il centro storico di Venaria. Milano: Pietà, Savoldo La drammatica Pietà Rondanini di Michelangelo al Castello Sforzesco volge al termine. Nel senso che la pulitura della scultura, sempre rimasta in vista, sarà completata tra un mese e mezzo. Le immagini a raggi ultravioletti, fa sapere il direttore Ermanno Arslan, avevano rivelato che non c'erano problemi nella struttura ma che la polvere e altre sostanze si erano annidate in più zone, un fenomeno causato da calchi antichi. La Pinacoteca di Brera sta curando una pala d'altare cinquecentesca imponente di notevole importanza: quella di Pesaro, a opera di Gerolamo Savoldo. Il supporto del dipinto, dice la soprintendente Antonella Fiorio, presentava preoccupanti sconnessioni e la superficie pittorica era estremamente alterata e ossidata. Aggiunge: «Siamo a metà del guado, fra un anno finiremo, e notiamo che i visitatori sono molto interessati a vedere il laboratorio che abbiamo montato in sala, intorno all'opera». Il cavaliere veneziano Giovanni Morigi, specialista del bronzo, restaura la possente statua equestre del Colleo-ni, capitano di ventura, eseguita dal Verrocchio e completata da Alessandro Leopaldi nel 1496. Assisi: 120mila frammenti Ad Assisi c'è uno dei cantieri più complicati del mondo: si tratta di ricomporre la fetta di affreschi crollati della Basilica superiore di San Francesco dopo il terremoto del '97 e non ancora rimessa insieme. La zona adiacente alla controfacciata. «Dopo gli affreschi ricomposti e ricollocati (erano 100 mila frammenti), quelli attribuiti a Giotto o al Maestro di Isacco, resta metà del lavoro - spiega Giuseppe Basile, dell'Istituto centrale del restauro di Roma, direttore dei lavori - Si tratta della vela con San Matteo, del quale abbiamo recuperato la bocca, e l'angelo, di Cimabue, che si è sfarinata in 120 mila frammenti, molti appena visibili. Poi c'è il cielo stellato, ma questo non credo sarà un problema troppo grosso. Entro il 2005 decideremo se avremo elementi sufficienti per ricollocare queste immagini o se dovremo musealizzarle». Firenze: Gentile, il Ghiberti Agli Uffizi stanno restaurando la grande Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano. «Si procede a una cauta pulitura - dice il direttore dei lavori Alessandro Cecchi - perché il pittore ha impegato lamine d'oro e d'argento, ha unito l'oreficeria a una pittura che risente di colle e altri materiali applicati probabilmente nell'800». Il restauro di questa sorta di manifesto del Gotico internazionale sarà completato entro la fine dell'anno. All'Accademia continua il lavoro, in Galleria, per togliere le patine sulla superficie di marmo del David. La seconda fase è partita, gli esami hanno confermato la presenza di lesioni alle caviglie del giovane eroe di cui una tac affidata all'università di Bolgona valuterà la gravita. Intorno a questo intervento fioccano le polemiche, a cominciare da quelle scoppiate sui criteri di pulitura (la prima restaura-trice Agnese Parronchi si è dimessa). A maggio il lavoro sarà finito. L'Opificio delle pietre dure ha per le mani, tra le tante opere, dei veri capisaldi. «Lavoriamo da anni alle porte in bronzo del Battistero del Ghiberti - spiega la soprintendente Cristina Acidini - Abbiamo messo a punto nuove tecnologie sufficienti per completare il lavoro sui rilievi delle ultime due formelle ancora da restaurare e per i telai delle porte. Ce ne vorrà per almeno altri tre anni». Si tratta, spiega, di recuperare lo strato d'oro sul rilievo bronzeo. Le Porte andranno nel Museo dell'opera del Duomo. Sempre l'Opificio lavora alla «Madonna del cardellino» di Raffaello, opera in buono stato, e una Croce dalla chiesa di Ognissanti attribuita all'ambito di Giotto. «Era sporca e offuscata, ora che la pulitura ne chiarisce la raffinatezza si capisce che è opera largamente autografa - afferma Cristina Acidini - Ma andiamo lentamente perché non abbiamo sostegni e lavoriamo solo con il nostro personale». Pisa: puliamo la Torre La Torre, si sa, è stata salvata dal rischio di crollo. Ma c'era solo da intervenire sulla struttura: «Stiamo concludendo la mappatu-ra del degrado a partire dall'alto, procediamo con la pulitura e la revisione della superficie», fa sapere Caterina Bon Valsassina, direttore dell'Icr al quale è stato affidato il lavoro. Roma: Raffaello e il Foro Nella capitale, oltre al restauro di alcune porzioni delle Mura aureliane, che dipendono dal Comune, tra i tanti cantieri la soprintendenza archeologica attualmente è impegnata al Foro Romano (colle Palatino) sulla Domus liberiana, nell'area della Magna Ma-ter, al consolidamento della Basilica di Mas-senzio, nella chiesa di Santa Maria Antiqua (dove, ad esempio, restaura le superfici dipinte). La Galleria Borghese ha messo sotto cura la Deposizione di Raffaello: capolavoro eseguito per la famiglia Baglioni nel 1507, tra la tavola in legno e la superficie pittorica ha rivelano zone di micro-vuoti, mentre la vernice protettiva applicata una trentina d'anni fa si è ossidata e offusca il colore. L'intervento, appena iniziato, durerà sette mesi e viene eseguito in loco. A Villa Rivaldi, nel ninfeo, l'Icr ha aperto un cantiere pilota, di studio su affreschi del '500 che stanno emergendo sotto uno strato di pittura più tardo, mentre nella Villa Farnesina, dopo il recupero completato della Loggia di Amore e Psiche, sempre l'Icr lavora in ambienti cinquecenteschi decorati dal Sodoma, dal Peruzzi e allievi. Nell'area romana, si restaurano i giardini monunentali dell'imponente Palazzo Farnese a Caprarola, mentre per quelli di Villa d'Este a Tivoli c'è la manutenzione straordinaria. Teatri del sud Nel meridione è partita (dal foyer) la ricostruzione del Teatro Petruzzelli di Bari, mentre per la facciata del San Carlo di Napoli è iniziata quella (di dimensioni ovviamente ben più modeste) del gruppo scultoreo ottocentesco di Antonio Niccolini, una ricomposizione che si basa su incisioni, foto storiche e computer grafica. qui sopra l'area archeologica del Palatino a Roma