Nessuno immagina di elaborare una norma che tuteli e valorizzi gli agrumeti caratteristici senza considerare le produzioni di Procida. Il paesaggio isolano, il terrazzamento e l'esigenza di salvaguardare il territorio dal dissesto idrogeologico rappresentano esattamente le sollecitazioni che hanno spinto la commissione Agricoltura che mi onoro di presiedere a calendarizzare in tempi ragionevoli l'esame delle diverse proposte di legge, alcune delle quali già esaminate in precedenti legislature, tutte ispirate alla tutela del valore produttivo agricolo ed a quello paesaggistico ambientale. Il Cra di Messina, organo scientifico tecnico nazionale per l'agrumicoltura, ci sta aiutando nell'individuazione delle zone o dei parametri che possano evitare errori nei quali è facile incorrere. Non ci interessano, in questo provvedimento, tutte le aree, seppur di pregio produttivo di agrumi: l'eccessiva estensione ridurrebbe la possibilità di offrire benefici anche economici. D'altro canto vorremmo però anche evitare di escludere territori che invece andrebbero considerati. La Timpa di Acireale, gli agrumeti del Garda, di Amalfi e di Sorrento, quelli dello Ionio Cosentino e del Gargano meritano, così come Procida, identica considerazione. Quella che stiamo mettendo in campo è una iniziativa culturale prima che «colturale». Di recupero, cioè, delle nostre tradizioni legate ai territori attraverso un mix di passioni e di storie e che trova nella tutela del paesaggio la «mission» prioritaria. Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati